Abbiamo pubblicato qualche tempo la recensione di Songs to Overcome the Ego Mind (eccola qui, con streaming), monumentale esordio dei Fractal Reverb. Nata per un incontro fra poli molto distanti, la band si è formata e ha prodotto così tanto che non è bastato un disco per raccogliere tutto il materiale. Li abbiamo intervistati.

Potete riassumere la storia della band fin qui?

La band è nata da un’idea di Davide (ex chitarrista punkrock) e Carolina (ex tastierista progressive/hard rock). Inizialmente l’idea era quella di unire le influenze dei due membri, molto distanti tra loro, per creare qualcosa di nuovo. Fin da subito Davide e Carolina hanno iniziato a comporre, accompagnandosi con linee di batteria composte al computer, poi  partita la ricerca di un batterista, e dopo vari tentativi non riusciti, finalmente, nel 2012, Denny è entrato ufficialmente nel gruppo. Da qualche mese Denny ha abbandonato il gruppo per impegni personali e universitari ed è subentrato Alessandro, con cui stiamo adattando i vecchi pezzi in base al suo stile e nel frattempo stiamo già componendo nuovi brani.

Perché avete deciso di pubblicare addirittura un disco doppio, in un’epoca dai tempi sempre più stretti?

L’idea era quella di registrare tutti i nostri pezzi, come per avere un ricordo di tutto il nostro lavoro insieme. Sinceramente non abbiamo considerato le esigenze del “mercato” perché suoniamo per passione. La nostra musica viene dal bisogno di esprimerci quindi assecondiamo i nostri desideri, augurandoci che quello che vogliamo trasmettere venga colto da chi ci ascolta.

Abbiamo avuto molti pareri da “addetti ai lavori”, che ci hanno messo di fronte ai rischi legati a una produzione così lunga, ma per i motivi detti sopra abbiamo voluto addentrarci in questa impresa comunque.

Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato nel realizzare il disco, se ci sono state?

Le difficoltà sono state immense. In primis abbiamo dovuto valutare come registrare il disco (in autonomia o in uno studio): avendo disponibilità economiche limitate (in due eravamo studenti) e non essendo la musica la nostra professione, abbiamo preferito acquistare scheda audio e microfoni e rinchiuderci nel nostro “pollaio” in cascina.

Oltre tutto, sembrerà banale ma è stata cosa non da poco riuscire a incastrare tutti gli impegni per le sessioni di registrazione! Le registrazioni sono state fatte da noi, quindi abbiamo dovuto avvicinarci a concetti base di registrazione e mixaggio. Un altro passo abbastanza impegnativo è stato quello della scelta della grafica, che ha richiesto a noi e a Luca Carcano (il realizzatore) molto tempo per arrivare alla versione definitiva.

Nel “pollaio” dei Fractal Reverb

Come nasce “Natural Sounds”?

“Natural Sounds”, come praticamente tutti i nostri brani, nasce da un breve riff di chitarra da cui si è sviluppata tutta la canzone durante un’improvvisazione in sala prove. In seguito è stato aggiunto il cantato.

Potete raccontare la strumentazione principale che avete utilizzato per suonare in questo disco?

Scheda audio 8 canali entry level collegata a PC portatile con WIN7 e Reaper.
Per la batteria: set di microfoni cinesi di buona fattura
. Per chitarra: i classici Shure sm57 e sm 58
. Per basso: 3 microfoni, tra cui quello usato per la cassa della batteria
. Per la voce: 3 microfoni, uno centrale a condensatore e gli altri 2 posizionati sull’esterno diagonalmente.
Una batteria Yamaha, basso Fender Precision + pedaliera effetti + ampli Marshall ’79, chitarra Fender jaguar HH special modificata e una stratocaster modificata + pedaliera effetti + Orange AD30 + cassa 2×12 Orange + combo Fender M80 2×12.

Chi è o chi sono gli artisti indipendenti italiani che stimate di più in questo momento e perché?

La domanda più difficile che ci abbiano mai fatto finora. Ultimamente la scena indie ci delude un po’, più che altro perché sembra che si sia perso il concetto di indipendenza stilistica.  Sicuramente i Marlene Kuntz hanno tutta la nostra stima in quanto inizialmente a nessuno piacevano, eppure sono andati avanti per la loro strada fino a crescere a tal punto da essere ascoltati oggi da diverse generazioni.