Intervista: Gianluca Chiaradia, il bello della musica è suonare con gli altri

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Secondo album per Gianluca Chiaradia: dopo Seriamente ironico, il cantautore veneto cambia parzialmente approccio e allarga le vedute con Sogni al microscopio. Ecco la nostra intervista.

Quali sono stati i maggiori cambiamenti, di approccio, umore, sensazioni, rispetto al tuo esordio “Seriamente ironico”?

Sicuramente la voglia di osare di più con gli arrangiamenti, che nel primo disco erano esclusivamente acustici. È stato molto importante il contributo dei musicisti, principalmente di estrazione jazz: hanno dato una sfumatura molto diversa ad ogni brano.

Puoi spiegare il titolo del disco e le fonti di ispirazione dei testi del disco?

Viviamo una vita talmente densa di stimoli e distrazioni che a volte per riuscire a vedere i propri sogni serve un microscopio. Durante la registrazione ho divorato libri di Haruki Murakami: Kafka sulla spiaggia, 1Q84, Norwegian Wood, sono tutti stupendi.

Hai scelto di registrare in presa diretta quasi tutta la musica che appare nel disco: che cosa ti ha portato a questa scelta?

Sembra banale ma il bello della musica è suonare con gli altri. Quando ti diverti hai raggiunto lo scopo e nella registrazione si sente molto. Cerco di registrare “a strati” solo quando è strettamente necessario.

Gianluca Chiaradia, inni alla fuga

Come nasce la title track, “Sogni al microscopio”?

Volevo scrivere una specie di “inno alla fuga”. L’intento mi è stato suggerito da “Born to run” di Springsteen, un album per me fondamentale, che parla di evasione e fuga da un luogo o uno stato mentale.

Insieme al tuo esordio discografico hai anche fondato un’etichetta, la Babao Dischi: puoi spiegare che cosa ti ha spinto a questa scelta e quali sono state le soddisfazioni maggiori e le difficoltà maggiori che hai incontrato in questo campo?

Avere un contratto con una major oggi è come vincere alla lotteria. Una strada per gli indipendenti è creare una propria struttura per promuovere e distribuire la propria musica.

Puoi raccontare la strumentazione principale che hai utilizzato per suonare in questo disco?

Come chitarre ho usato una Gibson SG e una chitarra acustica Della Giustina a cui sono molto affezionato. Un delay Boss dd20 e un amplificatore Peavey Valveking.

Chi è l’artista indipendente italiano che stimi di più in questo momento e perché?

Non rientrano nella categoria indipendente ma adoro Samuele Bersani, Baustelle e Vinicio Capossela. Come cantautori veneti apprezzo molto Damien Mcfly, Andrea Dodicianni, Fen.