Abbiamo già avuto modo di parlare dei Marijuanal, prima a proposito del loro disco, Stoned Punk (la recensione di TraKs è qui) poi per l’uscita del loro nuovo video “natalizio”, MKMA (puoi vederlo qui). Ora approfondiamo la loro miscela di rock, stoner, punk, metal e altro parlando proprio con loro.

Potete riassumere la storia della band fin qui?

Tutto è nato verso marzo 2013 nella cameretta di Spear (chitarra, voce, e-drum) che voleva suonare canzoni di stampo punk, hardcore, thrash metal. Dopo aver ascoltato qualche sua canzone io (Leo, basso, e-drum) gli dissi che era un peccato non sviluppare meglio questa idea, così abbiamo iniziato a lavorare dietro a questo progetto, cercando pian piano di renderlo meno “grezzo” e inglobando nel corso del tempo influenze che probabilmente Spear non avrebbe mai immaginato, come appunto il rock di scuola asiatico\giapponese, senza dimenticare altre influenze come punk, hardcore, metal, indie, alternative, electro…

Abbiamo rilasciato due demo nella prima metà del 2014 (Garbage Paradise e Greatest S Hits), infine nell’agosto 2014 abbiamo pubblicato Stoned Punk, che è stato mixato a New York da Bob Davodian, per finire poi nel novembre 2015 con l’ultimo singolo che è MKMA.

Nel corso del tempo abbiamo raggiunto qualche discreto risultato su siti come Reverbnation, Soundclick e una canzone nostra (Strung Out) è stata al primo posto su una radio fm di Utica (New York), la WPNR-FM 90.7. Arrivando a fine anno 2015, Stoned Punk avrà avuto almeno una canzone trasmessa da oltre 3400 radio tra USA e CANADA, senza contare tutte le altre web radio, radio fm collegiali\commerciali sparse letteralmente in tutto il mondo.

Come nasce il nuovo singolo “MKMA”?

La storia di “MKMA” (Merry Kiss My Ass) è incentrata sul Natale, una festa comandata che spesso è fonte di disagi, stress e interazioni con parenti dei quali non si sente assolutamente la mancanza, il tutto visto in chiave sarcastica, ironica e credo che in molti si riconosceranno nel protagonista, o vedendo il video, riconosceranno qualche loro familiare nei comportamenti “discutibili” degli altri commensali presenti nel video.

Parlando invece della sua genesi vera e propria, il brano avrebbe dovuto essere pronto già per dicembre 2014, ma poi varie vicissitudini ci hanno impedito di ultimarlo. Poi nel 2015 lo abbiamo ripreso in mano, ripromettendoci e imponendoci di fare un piccolo salto in avanti come qualità dal punto musicale, del testo e della produzione. Abbiamo fatto davvero tantissima pre-produzione e come al solito non siamo soddisfatti al 100% perché vogliamo migliorarci sempre di più. Di sicuro tra “Stoned Punk” e questo singolo le differenze sono evidenti. Poi come sempre, sta al pubblico decidere se premiare o no la proposta di una band.

Per il brano avete collaborato con Joel Evenden, mentre il video è firmato da Andra Bonfanti: come è stato collaborare con nomi così prestigiosi?

Abbiamo avuto l’onore di essere stati in grado di lavorare con due persone eccezionali, sia dal punto (ovviamente) professionale ma ancora di più dal punto di vista umano.

Entrambi i curriculum parlano da soli: Joel Evenden (BB King, Zucchero, Rod Stewart, Eric Clapton, etichette come Sony, EMI…) e Andrea Bonfanti (spot tv per marchi come Vodafone, Apple, Samsung, etc.). La grandezza di professionisti del genere la vedi e la capisci quando sono in grado di metterti nelle condizioni di poter rendere oltre il 100% senza patemi (quasi come fosse la cosa più facile del mondo) e ricevere consigli preziosissimi su come comportarsi in futuro se si vuole fare lo step successivo, ottenere delle dritte, etc. È un notevole valore aggiunto a queste due esperienze.

Marijuanal: più completi e maturi

Avete in preparazione un nuovo disco? Potete anticipare come sarà?

Per il momento avremmo in mente di fare un ep con tre o massimo quattro pezzi. Il sound tendenzialmente dovrebbe essere meno forsennato e meno veloce rispetto a pezzi come anche “MKMA” stessa. Stiamo lavorando a una ulteriore cura del suono, affinando anche la scrittura dei testi, oltre ovviamente a studiare nuove soluzioni in sede di registrazione. Questo nasce dal fatto di voler proporre qualcosa di più completo e “maturo”. Noi stessi ci stuferemmo per primi a suonare canzoni esclusivamente veloci, senza apportare migliorie continue. Ci sarà anche una ulteriore implementazione di cose che fino ad oggi abbiamo fatto in maniera estremamente marginale.

Con “Stoned Punk” avete raccolto molti consensi, anche in paesi molto lontani come Giappone e USA: potete spiegare perché la vostra miscela sonora ha colpito i fans di questi paesi?

Crediamo che “Stoned Punk” abbia colpito gli ascoltatori di altri paesi probabilmente per l’alta energia presente nell’album, la voglia di cercare di proporre pezzi un po’ diversi tra di loro, e anche il fatto di aver voluto privilegiare la dinamica invece del “loud” stesso, infatti “Stoned Punk” suona più “aperto” rispetto alla consuetudine che privilegia suoni parecchio compressi e saturi, sacrificando il “colore” e “calore” delle canzoni. Infine, nota di colore, spesso non veniamo considerati italiani per via del sound e abbiam ricevuto proposte assurde, tipo di andare a suonare a Oklahoma City, in quanto chi ci aveva scritti pensava fossimo americani :) .

Potete raccontare la strumentazione principale che avete utilizzato per suonare in questo disco?

Tra “Stoned Punk” e il singolo “MKMA” la strumentazione usata è stata totalmente rivoluzionata (forse soltanto i plettri sono rimasti gli stessi). Abbiamo mantenuto le stesse accordature (mutuate dal metal più pesante) e usato una equalizzazione molto vicina a un rock bello pastoso e non “aggressivo” alle orecchie, eliminando un po’ quella punta di “acido” avvertibile in “Stoned punk”.

Usiamo chitarre Harley Benton (una delle due monta pickup Paf Wilkinson tipo quelli della Gibson), una Cort Katana che monta pickup di una Prs standard, i bassi (tutti a quattro corde) sono della Ltd, Traben, un basso clone Musicman Jim Reed pesantemente customizzato, un jazz di liuteria assemblato, pedaliera per chitarra Zoom g7.u con valvola del pre della Svetlana, diverse direct box (per il basso usiamo una mxr-m80di+).

Per registrare tendenzialmente non usiamo la soluzione testata-cassa-microfono ma registriamo direttamente dalla pedaliera collegata al pc, poi facciamo reamping tramite vari vst se il caso lo richiede.

Infine per i live sul palco cerchiamo di avere più silenzio possibile. Suoniamo tramite ear in wireless (il bassista ha poi un mixerino suo per miscelarsi i suoni tra suono mixer palco e il basso) perché con le classiche spie non ci troviamo per niente bene (tra suoni davanti, suoni delle casse alle spalle, per noi è un po’ un bordello riuscire a sentirsi bene).

Chi è o chi sono gli artisti indipendenti italiani che stimate di più in questo momento e perché?

-Dsa commando e 16 barre: sono due gruppi rap/hip hop che sono nella scena da anni e si sono create un seguito contando solo sulle proprie forze, senza scendere mai a compromessi.

-Quell’uomo: la determinazione della Meki (amica di Spear) è ammirevole perché ha lottato per parecchio tempo prima di poter trovare degni compari di avventure. In più il loro pop rock electro cantato in italiano è molto fresco.

-Last day of summer e Edward in Venice: sono due band hardcore alternative indie assolutamente strepitose, personalmente (Leo) mi piacerebbe riuscire a prendere qualcosa da loro perché hanno qualche affinità spirituale con noi Marijuanal. In più entrambe le band sono riuscite a suonare anche in Giappone (e speriamo di riuscire a farcela anche noi :) ).