Lady Maciste, “LAUT”: la recensione

LAUT è il primo ep del power duo riminese Lady Maciste, nato dalle ceneri degli Akemi e formato dai fratelli Gian Luca e Roberto Parma. Chitarroni stoner, drumming granitico, testi in inglese e tanta aggressività.

I Lady Maciste sono due fratelli di Bellaria - Igea Marina (Rimini) che hanno deciso di intraprendere un nuovo progetto di impatto sonoro più diretto, un power duo che ricerca sonorità cupe, ma allo stesso tempo taglienti. Gli ingredienti sono una batteria che intreccia colpi mai scontati e una chitarra che si duplica nell’ampli da basso, per conferire una corposità quasi stoner e coprire tutto lo spettro sonoro.

La band romagnola descrive il nuovo corso così: "Abbiamo cercato di sintetizzare il lavoro di 2 anni in 6 brani più rappresentativi. In tutti i brani rimane costante il desiderio di mantenere viva la tensione , senza mai abbassare la guardia. Volevamo registrare qualcosa da ascoltare tutto d’un fiato, senza momenti di tregua, se non qualche momento di psichedelia o di quiete prima della tempesta".

Lady Maciste traccia per traccia

Si parte da una piuttosto violenta e risentita Bruto, che inizia a esercitare la propria carica elettrica in modo molto ruvido.

Pink apre con il drumming, ma presto la chitarra arriva a sollevare nettamente il livello di noise.

Si prosegue a bordo di Devil is my bride, dialettica sulle prime, furibonda subito dopo, a utilizzare una forza molto cruda d'impatto, ma anche a sviluppare sensazioni che debordano quasi nello psichedelico.

Serial killer al centro dell'attenzione in Ted Bundy, ovviamente robusta ma anche preda di variabili impazzite che la portano sulle soglie del math.

Ecco poi Gong, irta di pericoli, con passaggi molto rumorosi. Voluminosa anche la fine dell'ep, con Just a kid, in cui la batteria è torrenziale, mentre l'umore è contrastato e volubile.

Bella prova dei Lady Maciste, che si possono sicuramente collocare in scia ad altri celebri "duo" che fanno generi consimili, ma che sono decisamente in grado di lasciare un proprio segno.

Genere: alternative metal

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