Leo Pari, “Stelle Forever”: la recensione

Esce oggi, 15 gennaio 2021, Stelle forever (Neverending Mina/Artist First/Audioglobe), il nuovo album di inediti di Leo Pari, cantautore, producer, autore e musicista romano, tra i più eclettici della scena itpop. Lo avevamo intervistato qui e ci aveva anticipato qualcosa del nuovo disco.

Disponibile in digitale e in versione fisica in formato cd, lp e lp turchese, è un concept album di 10 tracce che ruotano attorno all’universo femminile, in cui le donne, protagoniste assolute di ogni brano, compongono con le loro infinite sfaccettature una luminosa “costellazione pop”.

«STELLE FOREVER è un omaggio all’universo femminile, così immenso e misterioso che ho sentito il bisogno di esplorarlo attraverso le mie canzoni – dichiara Leo Pari – Gli album per me non sono né un punto di partenza né un punto di arrivo, ma delle tappe di un unico lungo viaggio, delle frasi di un unico discorso sempre aperto, sospeso. In STELLE FOREVER le protagoniste assolute sono le donne, quelle che per me sono state e sono ancora oggi importantissime, ma anche quelle che ho visto anche solo un istante alla fermata della metro e che mi hanno permesso di rubare qualche dettaglio che ha poi infuocato la mia immaginazione. Dieci piccoli acquerelli pop in cui ho cercato di raccontare anche me stesso l’amore e il rispetto che provo per questo infinito mondo rosa, che forse non riuscirò mai a capire fino in fondo, e che forse per questo continuerà ad affascinarmi sempre».

Leo Pari traccia per traccia

Si parte da Le donne sono come le stelle, già presentata come singolo: probabilmente il pezzo più “thegiornalistico” del disco, pieno di piccole trovate pop (il rullo di tamburi dopo “sono belle quando vengono”, il doppio significato di “danno”, “che un tempo mi volevi molto/adesso mi vorresti morto”), comunque una conferma della scrittura ricca di inventiva di Leo Pari, già ben nota da un po’.

Leggermente più cupa e avvitata intorno a un beat regolare, ecco La storia della tua vita, una serie di alternative possibili che si consumano in una primavera romana esplosiva.

Le cose tra noi due si dipana morbida in un contesto di coppia piuttosto easy, sia per quanto riguarda i suoni sia per quello che concerne quei momenti di coppia in cui sembra che tutto scorra via senza sforzo.

Pensiero dentro pensiero, come una Matrioska: altro singolo già presentato, ecco qui il lato oscuro della relazione. Pianoforte e melodia per una ballad notturna e ipotetica.

C’è un pizzico di Lucio Dalla in Dobermann, che non è canzone particolarmente aggressiva, anzi: del resto è l’amore che ci rincorre come un Dobermann.

Ecco poi la molto ritmata Lucchetti, con un pizzico di sensazioni che stanno tra synth pop e dance: “Mi fa stare bene quello che mi fa male” è la contraddizione attorno cui ruota il testo, ricco di chiaroscuri.

Ambiente meneghino quello di Milano addio, e anche leggermente autunnale, forse perché malinconico, benché ritmato. “Innamorarsi è bello però fa paura”; comunque no, il Naviglio Grande non sembra Amsterdam, neanche da fumati.

Questioni di sorrisi quelle di Vicino vicino, altro singolo iperpop, dolceamaro il giusto. Questioni topografiche quelle di Piazza Bologna, che parla di mostri e di missili, ma più che altro di baci.

A chiudere proprio Forever, singolo che esce insieme al disco: anche qui il beat è marcato, mentre si punta a un ipotetico “per sempre”.

Le rime (o assonanze) finto facili di Leo Pari non sono facili affatto: la scrittura pop del cantautore romano ormai è così perfezionata che ogni canzone è un singolo e ha vita propria. Ecco forse l’unica critica è quella che possono mancare un po’ i pezzi di raccordo, quelli fatti per stare ranicchiati nell’interno della pancia del disco e che però assolvano bene alla propria funzione. Ma forse questa è soltanto nostalgia per tempi definitivamente superati.

Genere: itpop

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