Agosto è l’ultimo singolo della cantautrice capitolina Minaper fuori oggi 15 gennaio su tutte le piattaforme digitali. A dispetto del nome, palesemente evocativo circa la bella stagione e l’estate, è una ballad dai toni e colori invernali riflessivi emersi grazie alla produzione di Francesco Megha e il mastering di Vincenzo Maria Cristi. Le abbiamo rivolto qualche domanda.

Ci presenti il tuo progetto?

Le mie canzoni nascono chitarra e voce come nella più classica storia del cantautorato femminile che è quello che forse occupa più spazio nel mio bagaglio di ascolti. Mi verrebbe da dire che sono “l’ennesima cantautrice” e lo dico felice di considerarmi tale. Certo è che quando si entra in studio a seconda del producer le canzoni prendono delle pieghe diverse allontandosi dalla classica “ragazza con la chitarra”. Il mio progetto perciò credo che in futuro avrà fasi altalenanti tra iper lo fi e altre cose più prodotte. Alla fine sono ancora alla ricerca di un mio “suono”. Direi quindi che sono L’ennesima cantautrice tra l’acustico e il pop nelle sue varie sfumature.

Il tuo nuovo singolo si intitola “Agosto” benché esca a metà gennaio: a cosa è dovuto questo sfasamento temporale? 

La canzone è stata scritta in un pomeriggio di agosto durante il classico temporale estivo e a livello di ritmica e cantato già indicava palesemente la strada… Con qualche accorgimento avrei potuto forse virare in un’atmosfera di fine estate, ma avrei snaturato l’umore della canzone. Poi sarà anche che quello di cui parlo in “agosto” sono riflessioni su cose accadute nei mesi precedenti, dopotutto l’inverno è il momento della ricarica verso l’esplosione della primavera, in generale non mi dispiace come concetto…

Hai ribadito più volte un certo senso di insoddisfazione per il tuo ep precedente. In cosa sei rimasta delusa?

Non è proprio insoddisfazione, voglio molto bene a quell’ep. Iniziare questo percorso significa imparare molto sulla musica in generale, non è facile, piano piano si impara a capire quale strada prendere, quale vestito mettere alle canzoni, si sperimenta, soprattutto si osserva e ascolta. Entrare in studio ti fa capire che non è facile per niente trovare la quadra. Mi affascina vedere come lavorano diversi producer, come ti interpretano e dirottano in posti che non avevi mai valutato quindi avevo voglia di dare seguito al viaggio, il punto di partenza non lo sento lontano ma sicuramente è alle mie spalle.. 

“Agosto” farà da apripista per un lavoro nuovo?

A dire la verità per il momento ho accantonato tutti i brani scritti fino a pochi mesi fa. Li collego al senso di sospeso del 2020 e adesso sono già in una nuova fase. Penso che “agosto”  farà da anello di congiuzione tra l’ep precedente e qualcosa di nuovo. 

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