L’intervista: Bottega Glitzer, è sempre festa

Il loro disco si chiama Ding! (qui la nostra recensione) ed è un esordio ben costruito e qui e là sorprendente: anche in forza di un singolo divertente come "Tutte queste cose" la Bottega Glitzer ha iniziato a far parlare di sé. Abbiamo chiacchierato con Nadja Maurizi, voce e "motore" della band.

Partiamo dalla stretta attualità. "Ding!" è disco del mese per TraKs: raccontami che emozione è ed esagera tranquillamente con i superlativi (suggerimenti: "Siamo molto più onorati che se avessimo ricevuto 3 Grammy..." eccetera).

Uhhhh neanche l'Oscar di Sorrentino!! Felicissimi. Baldoria tutta la notte allora!

Vorrei conoscere la storia della vostra band e l'origine del vostro nome.

Concatenazioni di incontri fortunosi e fortunati. La mia mezza parte italiana mi ha condotto in Italia molto spesso per vacanze. Poi mi sono trasferita definitivamente. E per caso ho incontrato Giorgio con cui abbiamo iniziato a collaborare su i miei brani.

Tramite lui abbiamo spostato il baricentro verso Roma e la sua scena musicale molto viva. Ci sono state versioni di Bottega Glitzer sperimentali, per poi arrivare all'attuale che vede oltre me e Giorgio, Maria Condemi, Carmine Iuvone, Federico Leo e Matteo Scannicchio.

Il nome è un po' un gioco  e un po' la sintesi dell'idea della nostra musica. L'idea della Bottega come luogo un po' misterioso, polveroso e magico allo stesso tempo, dove trovi un po' di tutto, e glitzer (parola tedesca da glitter inglese, sfavilante, lucente) che è un po' il contenuto della poetica del progetto, o forse una piccola velleità nostra di voler fare della muisca che sprigioni piccoli pulviscoli stellari.

 Mi pare di capire che la scelta della lingua da usare per il testo sia suggerita dalla struttura della canzone: francese per i pezzi un po' retrò, inglese per quelli più vicini al soul, tedesco per quelli "mitteleuropei" (e magari un po' zingareschi), italiano per quelli pazzerelli. Come nascono i vostri pezzi?

In realtà no. L'utilizzo di più lingue nasce abbastanza naturalmente dal mio background culturale. La parte tedesca della Svizzera dove sono nata e cresciuta è di per sé molto contaminata linguisticamente. L'italiano è la lingua di mio padre.

L'utilizzo dei vari idiomi non ha nulla di precosttuito. semplicemente mi viene da scrivere naturalmente a seconda dell'iispirazione del momento. Come scegliere se usare un piano o una chitarra per scrivere. Lo fai senza pensarci. Viene.

I pezzi nascono di base da una mia idea primordiale legata al testo o a una melodia. Spesso vengono centrifugati al'interno del processo di arrangiamento con Giorgio ( alcuni ) o con tutta la band. Su altri è rimasta intatta la veste domestica e intima, su altri ancora ci siamo avvalsi dell'aiuto di Fabio Balestrieri, il nostro produttore artistico.

Altre lingue? mmmmm nn credo. Non deve diventare un esercizio stilistico una canzone. Ma tutto puo essere.

A mio parere ci sono potenzialmente alcune canzoni del disco che potrebbero essere degli ottimi singoli. Vorrei sapere come siete arrivati alla scelta di "Tutte queste cose" e vorrei qualche dettaglio anche sulla realizzazione del video, che ho trovato molto divertente.

Grazie, questo è un complimento! Sì ci sono un bel po' di brani che hanno un appeal da singolo. Per "Tutte qeste cose " abbiamo pensato fosse un buon brano leggero, swingato, divertente nella stesura del suo racconto epico della parabola delle storie d amore dal loro inizio alla loro fine, e con un rimando musicale al'epoca degli anni Trenta che ci piace molto.

E' pur sempre stato comunque un azzardo. Chi ascolta questo pezzo per la prima vlta puo farsi un'idea un po' fuorviante e scambiarci che so per una sorta di Puppini Sister... Ma a noi piace, e poi è in italiano. Il prossimo è ancora da stabilire.

Il video è una collaborazione con Daniele Spanò, bravissimo video artist che ho incontrato durante una mia partecipazione con L'Orchestra di Piazza Vittorio. Lui si è appassionato al progetto ed è venuto natuarele pensare di fare il video insieme.

Con una piccola troupe abbiamo girato al Brancaleone di Roma in piena estate con non poche difficoltà nel mimare scene in mezzo a un'animazione che poi è stata aggiunta da lui. Da ridere davvero.

Sono curioso di sapere che cosa ascoltate nel vostro tempo libero e da che cosa traete spunto per le vostre sonorità.

Gli ascolti di ognuno sono fin troppo vari. E anche le collaborazioni e progetti che ognuno dei miei singoli musicisti tiene parallelamente. Siamo onnivori di musica. Di buona musica. E' una domanda troppo difficile questa....

Lo spunto nn è cercato. Arriva da sé anche questo. Ti rendi conto di aver strizzato l'occhio a qualche riferimento preciso solo quando stai suonando il pezzo per la prima volta. Non c è ricerca a monte. C'è un riconoscere dopo quale tipo di riferimento ha fatto più leva nella veste dei singoli brani.

Da una band come la vostra mi aspetto qualche sorpresa durante i concerti. Come sono concepiti i vostri live?

Live siamo molto più scapestrati che da disco. Abbiamo all'attivo centinaia di concerti fatti ovunque, in qualsiasi situazione e contesto. E  ovunque abbiamo sempre fatto festa.

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