L’intervista: IO e la TIGRE, il sogno e il significato #TraKs

Tecnicamente hanno "soltanto" un ep alle spalle (IO e la TIGRE ep, qui la recensione), ma la verità è che il duo femminile che si cela dietro il nome IO e la TIGRE ha un vissuto molto ricco che traspare piuttosto apertamente attraverso le sei tracce dell'esordio.

Abbiamo intervistato le due ragazze, reduci da una prima antica esperienza all'interno de Lemeleagre e oggi protagoniste di questa nuova avventura.

La vostra storia è quella di un ricongiungimento dopo molti anni. Potete raccontare come è andata?

IO: Me la sono trovata davanti dopo dieci anni al Tafuzzy Days del 2012. E mi sentivo finalmente pronta per riprendere quel rapporto. Così le sono andata incontro.

La TIGRE: Mi sembrava di vedere un fantasma. Erano passati dieci anni. Lei parlava, parlava e rideva e parlava senza sosta, mentre io balbettavo e rispondevo a monosillabi. Le luci erano sfocate, sentivo tutto ovattato… secondo me stavo per svenire…

Poi il gelo mi è passato accanto e una mano fredda mi ha presa per portarmi via da lei ma io sono rimasta lì, attratta da lei e da quel senso di stupore ed euforia che provavo e che emanava e che mi lasciava senza parole e sono rimasta lì, con lei. Per fortuna. Che fortuna.

IO: Poi dopo un paio di mesi le ho scritto una lunga mail. E dopo un po’ lei mi ha risposto e così per qualche tempo il nostro rapporto si è svolto attraverso i racconti scritti. Avevamo molto da dirci. A fine marzo ci siamo incontrate da sole, per la prima volta.

Le ho fatto ascoltare i pezzi che avevo scritto. Mi interessava il suo parere, non suonare con lei, e lo stesso era per lei. Poi per un equivoco siamo finite in sala prove. E il primo aprile (o forse il due) del 2013 in sala prove abbiamo capito che sembrava passata una settimana. Un feeling incredibile.

La TIGRE: E quel giorno è nata IO e la TIGRE.

So che l'ep ha avuto una gestazione piuttosto faticosa. Anche in questo caso: potete raccontarci qualcosa?

In realtà la creazione dei brani e l'arrangiamento in sala prove sono stati abbastanza veloci e così anche la fase delle registrazioni (abbiamo registrato i brani in 4/5 giorni in presa diretta, allo Stonebridge studio, pseudonimo che gli abbiamo dato noi, in realtà è la sala prove di Andrea Cola, nostro produttore e dei nostri amici Sunday Morning).

E' stata la fase successiva, quella del mixaggio e del mastering che ha richiesto un po' più di tempo a causa di problemi tecnici riscontrati (quando si lavora con le "macchine" può accadere: anche loro non sono perfette!); inoltre Alan Fantini, che si è occupato del mixaggio e del mastering, l'ha potuto fare nei ritagli di tempo, quando gli impegni di lavoro e quelli privati glielo permettevano.

Mi incuriosisce molto la scelta della cover di "Cuore" di Rita Pavone, canzone molto nobile ma anche molto antica: come vi è venuta in mente?

IO e la TIGRE non hanno molto in comune. La nostra forza sta nelle nostre differenze. Ma quella canzone, Cuore, entrambe la cantavamo da piccole in macchina con le nostre rispettive mamme. A squarciagola.

Per cui è stata una piccola magia quando l’abbiamo provata per la prima volta e abbiamo capito che poteva essere un brano alla IO e la TIGRE.

Il video de "Il lago dei ciliegi" ha avuto ottimi riscontri: vorrei conoscere le vostre impressioni nel realizzarlo e il motivo per cui avete scelto proprio quel brano come singolo, visto che si stacca un po' dal resto dell'ep per sonorità.

Siamo molto contente del video; ci piace ed è quello che avevamo in mente. Girarlo è stato molto divertente e stimolante perché da subito si è creato un buon feeling con i ragazzi di Studioblò che lo hanno realizzato.

Volevamo un video con delle immagini dal sapore un po' retrò, ma anche realistico allo stesso tempo e quindi che si sposasse bene con il brano; immagini un po' eteree e sognanti, che contenessero anche simboli/oggetti, i quali, anche se di difficile contestualizzazione, per noi erano importanti e carichi di significato…

Avevamo in testa un po' lo stile felliniano de La Voce della Luna e cercavamo delle ambientazioni che rappresentassero il mondo di IO, ma anche quello della TIGRE; confrontarsi su questo con gli altri ragazzi e realizzare tutte queste cose è stato alquanto esilarante e stimolante!

Potremmo raccontare svariati aneddoti a riguardo: da quello in cui la TIGRE è caduta a terra per simulare un balzo felino, rischiando di sfasciarsi contro un albero o a quello della zecca scoperta il giorno dopo attaccata al polpaccio; oppure il freddo sofferto sul pontile da IO con il vestitino bianco, 12 °C e il vento forte, che hanno reso le sue espressioni realisticamente sofferenti.

La scelta del brano è stata abbastanza immediata e spontanea perché troviamo ci rappresenti bene, è ciò che IO e la TIGRE sono: la carezza e lo schiaffo allo stesso tempo che si fondono in un abbraccio.

Anche come sonorità ci sembra abbastanza in linea con gli altri brani, per esempio non si discosta da Daddy Song, poi certo, IO e la TIGRE sono due e sono l'una l'esatto opposto dell'altra e in alcuni brani viene più fuori quel sapore retrò e la delicatezza, altri invece hanno un approccio più grezzo e ruvido…

Il Lago dei Ciliegi ha inoltre una peculiarità fondamentale: il suo testo sembra (seppure non lo sia negli intenti iniziali) tagliato apposta sulla storia della nostra separazione e del nostro seguente ricongiungimento. Ma questo lo lasciamo approfondire a voi!

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