Profumo di Mentha è il nuovo singolo di Lory Casella e Papik disponibile su tutti i digital store. Il brano è scritto da Lory Casella insieme a Gianluca Lopresti, compositore e autore. Abbiamo rivolto qualche domanda a Lory.
Profumo di Mentha nasce da un bisogno di rinascita. Qual è stato il momento in cui hai capito che quelle emozioni dovevano diventare una canzone?
Dopo quasi cinque anni di allontanamento dalla musica per via di un evento che mi ha segnata nel profondo, ovvero la perdita di mio padre che era un grande punto di riferimento per me e la mia famiglia, nonché i problemi di salute legati sin dall’età di 18 anni a una malattia autoimmune che mi hanno portato a un crollo emotivo e motivazionale, ho capito che dovevo ancora una volta rifugiarmi nella musica.
Quella parte di me che ha sempre trovato conforto nel canto anche nei momenti più difficili della vita, ha capito che era arrivato il momento di esternare la mia sofferenza e farla diventare una canzone che arrivasse anche al cuore di altre persone con un chiaro messaggio di positività: quando si smette di combattere e si accetta la realtà, comincia la rinascita e si può trasformare ogni difficoltà in nuova energia anche solamente con l’immaginazione.
Il brano nasce dalla collaborazione con Gianluca Lopresti e Papik. Come si è sviluppato il lavoro tra voi e cosa ha portato ciascuno alla versione finale della canzone?
Il brano è stato creato su misura per me con l’intelligenza artificiale da un talentuoso compositore: Gianluca Lopresti, in arte Aresk. Il brano aveva quel senso di leggerezza che cercavo ma ho dovuto apportare delle modifiche al testo affinché potesse raccontare la storia della mia rinascita.
Le sonorità e la produzione esecutiva sono state poi affidate a Papik, ovvero un progetto musicale di due straordinari musicisti, Nerio Poggi e Peter De Girolamo, che hanno dato uno stile raffinato tipico della musica nu jazz al brano che aveva già un sound brasiliano.
Papik infatti è uno degli artisti più rappresentativi del genere lounge e nu jazz, la sua musica è ascoltata nei club più esclusivi di tutto il mondo e non a caso spesso è chiamato a collaborare con artisti noti come è stato con Mario Biondi, Simona Molinari, Sarah Jane Morris, Neja, Matt Bianco.
Con Papik avevi già lavorato nel 2020 per Perché non sei una mela nella compilation Cocktail Battisti 2. Che cosa è cambiato da quella prima esperienza a questa nuova collaborazione?
Nella nostra prima collaborazione ho avuto modo di entrare a far parte di una delle sue più ascoltate Compilation, Cocktail Battisti, interpretando la cover di Lucio Battisti Perché non sei una mela che a oggi ha avuto più di 500.000 ascolti.
Alla stessa compilation hanno partecipato Simona Bencini e Dirotta su Cuba, reinterpretando il brano Sì, viaggiare, e altri artisti noti.
In questa nuova collaborazione invece ho affidato a Papik un inedito sapendo che era più difficile ricevere un riscontro nel mercato musicale, ma anche che sarebbe stata la giusta occasione per farmi conoscere al grande pubblico di ascoltatori come autrice o non solo più come interprete.
Hai alle spalle più di trent’anni di musica e una lunga esperienza tra palchi, festival, televisione e collaborazioni. Cosa significa oggi, per te, essere una cantautrice rispetto a quando hai iniziato?
Sicuramente oggi ho una maggiore esperienza per affrontare il palco e di base c’è sempre la stessa voglia di comunicare emozioni, ma mentre in gioventù ero quasi sempre proiettata a parlare d’amore e di storie accadute nella mia vita, oggi, attraverso una canzone, cerco di comunicare dei messaggi precisi che affrontano tematiche in cui chiunque può rispecchiarsi.
Hai avuto esperienze molto diverse, da Domenica In ai jazz club, dai festival alle formazioni orchestrali. Qual è il palco o l’esperienza che senti abbia lasciato un segno particolare nel tuo percorso?
Ogni esperienza ha lasciato un segno nel corso della mia carriera perché vissuta in momenti ed età diverse della mia vita.
L’esperienza televisiva è quella che più mi ha fatto provare la paura di sbagliare, sapendo che ci sono milioni di persone che ti guardano e che in pochi secondi ti giudicano e ti danno una visibilità più veloce e che quindi bisogna studiare e prepararsi e fare tanta esperienza affinché l’emozione non giochi brutti scherzi.
L’esperienza con il pubblico del teatro e dei jazz club è quella che preferisco perché mi dà modo di avere un contatto più diretto, più intimo e di avere un interscambio di emozioni con il pubblico.
E se Profumo di Mentha fosse soltanto l’inizio di una nuova fase artistica, che direzione vorresti prendere da qui in avanti?
Questo brano rappresenta sicuramente l’inizio di un nuovo percorso che intraprendo con più maturità e consapevolezza e che porterà a definire meglio la mia personalità artistica.
Pur mantenendo uno stile elegante mi piace sperimentare generi musicali diversi, dal jazz al soul, dal folk popolare alla world music.
Ho in progetto un album con brani editi e inediti in cui mescolare le sonorità più classiche del Jazz con i ritmi tipici del Sud del mondo.








