Maelstrom: sono attratto dal fascino di libertà sconfinata del mare

Dopo l’esordio per Revubs Dischi con Coralli, il cantautore astigiano Maelstrom torna a sondare le profondità della propria anima attraverso una scrittura utile a tenere a galla quel che resta dell’amore, quando altro non sembra che un relitto abbandonato alla
deriva: Bassa marea è la terza fatica di Maelstrom, nella navigazione che porta all’approdo al disco d’esordio. Lo abbiamo intervistato.

Da dove parte quest’idea di dedicare le tue ultime canzoni al mare, ai coralli e alle maree?

Sono nato al mare ed è stato un po’ un’amore a prima vista. Sono tremendamente attratto dal movimento delle onde, dal fascino di libertà sconfinata che provoca il mare quando ci si ferma ad osservarlo. Spesso fatico a razionalizzare quanto mi sia d’ispirazione ma del resto penso si possa dedurre dai testi e dalle immagini che compongono i miei brani.

Hai un passato e un’infanzia da vero girovago, e forse tu al mare ti senti di appartenere, anche se vivi in Piemonte… ti va di raccontarci chi era Maelstrom, prima di essere Maelstrom?

Come accennavo nella domanda precedente è un senso di appartenenza che mi porto dietro dalla nascita. Maelstrom prima di essere Maelstrom è stato un po’ Harry Potter, un po’ Spiderman e un po’ Jack Sparrow. Mi è sempre venuto spontaneo lasciarmi trasportare dalla fantasia e in fondo è sempre stato un piccolo tentativo anarchico di vestire la quotidianità di regole tutte mie.

Poi, l’incontro con la musica. Come nasce, la tua passione?

Devo dire che fin da piccolo la musica ha sempre rivestito un ruolo molto importante. Ho un fratello più grande di sette anni che ciclicamente mi faceva ascoltare i vari generi che lo accompagnavano nella crescita. Alle elementari ero il bambino fissato che conosceva a memoria tutti gli album di Michael Jackson.

La vera svolta però devo dire che è arrivata quando ho scoperto Johnny Cash e la sua storia d’amore con June Carter grazie ad un amico intenditore. Non so spiegare bene, ma da quel momento la musica è diventata un sogno indelebile. Perciò chiuderei dicendo “Grazie zio Kicka”.

Prima di Bassa marea, Coralli: c’è un filo che unisce le due canzoni?

Penso sicuramente che ogni “nuova canzone” abbia a che vedere in un modo o nell’altro con quelle precedenti o per lo meno per quel che mi riguarda è così. Nel caso specifico sì, Coralli e Bassa marea dialogano attraverso l’andamento altalenante della marea, che determina il modo in cui è possibile affrontare quelle che metaforicamente chiamo traversate e che in fondo altro non sono che le paure e i sogni che lottano giorno per giorno nella nostra mente. Se per Coralli il mare era gonfio ed era indispensabile proteggersi sotto coperta, quando scende la marea anche le distanze più temibili d’un tratto si fanno brevi.

Pagina Instagram Maelstrom