Marchettini, “Odiarsi male”: recensione e streaming

Odiarsi male è il primo album di Marchettini, in uscita in collaborazione con Huble e Believe, anticipato dai due singoli Luna e Milano Inferno. Le relazioni sono al centro di questo lavoro che rappresenta la mappa di una geografia umana di sentimenti. Odiarsi Male è il racconto della rabbia, della delusione, e dei cambi di rotta con cui ci scontriamo, inevitabilmente, in ogni rapporto.

Marchettini traccia per traccia

L’apertura è già quella del singolo Milano inferno, che si allinea sulle idee dell’indie pop, dell’itpop o di come lo vogliamo chiamare, con rime baciate e soluzioni semplici.

Origami, con Frank Winter, è più interessante e anche un po’ più ritmata, con qualche sensazione di synth pop e quasi disco che si diffonde.

Ecco poi la title track Odiarsi male, chitarra sottile e il basso che sale piano di colpi,

Si parla di salti nel vuoto nella rapida Fuori di testa, che beve le sue frustrazioni su atmosfere dinamiche che parlano di perdono e cambiamenti.

Questioni di convivenza, con suoni acustici, nella soffice Noi, che pur vivendo di morbidezze nasconde qualche idea più appuntita. E qualche vocale.

Giochi di sguardi riempiono invece l’aria di Boomerang, che coltiva le proprie malinconie con una certa discrezione.

Quasi rap quello che sgorga da Soli all’aperto (“con il casino dentro”, peraltro). Il ben noto topos di lei che se ne va e svuota casa è esplorato con più tristezza che rabbia.

Si chiude con Luna, che si lascia avovlgere dalla tristezza, con un’atmosfera che è già quella del “post”.

Marchettini racconta una storia e lo fa con gli strumenti del pop, dimostrando anche di saperli usare piuttosto bene. Le canzoni che piacciono di più sono quelle che si prendono il tempo di giocare con i suoni, ma il risultato complessivo è più che soddisfacente.

Genere musicale: pop

Se ti piace ascolta anche: Lorenzo Vizzini

Pagina Facebook Marchettini
Pagina Instagram Marchettini