Margherita Zanin, “Radiomarghe”: la recensione

Margherita Zanin pubblica Radiomarghe, un ep che fa riferimento al trip hop e all'elettronica fatta di sintetizzatori analogici e digitali. Mondi che si incontrano per dar vita ad un universo che, pur aprendosi a dimensioni sconosciute, resta radicato alle atmosfere del cantautorato e del pop.

Margherita Zanin traccia per traccia

Si parte da Rosa, un brano medio per ritmi e volumi che stende un'atmosfera pop sotto la voce forte e l'interpretazione intensa di Margherita.

Pianoforte e battiti lontani per Amaro: anche la voce arriva da lontano e si avvicina progressivamente, in un brano che trasmette un certo distacco, tranne che in un passaggio quasi hip hop.

Umori più tetri quelli di Piove, che ha un movimento interno articolato, qualche nostalgia vintage per la Canzone con la maiuscola, e di nuovo una certa enfasi sul cantato.

Si chiude in inglese, con una molto pop e diretta Travel Crazy, probabilmente il brano più semplice del disco.

Voce forte e intensa, si è detto, ma anche molte altre le qualità di Margherita Zanin, che in quattro brani mette in luce la sostanza delle proprie canzoni e lascia intravvedere ulteriori e brillanti sviluppi.

Genere: cantautrice

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