Testo di Greta Abruzzese, foto di Niccolò Scognamiglio

È passata più di una settimana dal MEI, il principali festival di musica indipendente in Italia, ma è doveroso un report della giornata principale dell’evento, quella di sabato.

Parto dal Digital Day, evento sul Digital Music Business. In quel momento Tom Deakin, direttore di Merlin, Dario Draštata, dell’Associazione Discografia Indipendenti Balcani, e Maria Amato, dell’Associazione Indipendenti Australia, si stavano confrontando sul rapporto della musica indipendente con le piattaforme digitali e di come sfruttare le opportunità che queste offrono. Il risultato finale è la proposta di organizzare una protesta a Bruxelles al fine di garantire un equo compenso a tutta la filiera creativa musicale da parte delle piattaforme digitali multinazionali.

Dopo breve, vado via, e nell’attesa della prossima conferenza di mio interesse, faccio un giro per il centro di Faenza: c’è la Fiera del Disco, una garanzia, con la mostra sul liscio romagnolo Liscio, Gasato on the Pop, il mercatino di artigianato artistico, un via vai continuo di operatori e tanto movimento. Una bella atmosfera.

Alle 14.30 vado al Forum del Giornalismo Musicale: dal confronto dei vari operatori, emerge un generale scontento, forse dovuto a una perdita del ruolo di guida del giornalista e al proliferare di giovani appassionati che, però, mancano di una formazione adeguata a poter creare contenuti di qualità.

Faccio una breve pausa assistendo alla consegna del Premio Ciampi ai Marlene Kuntz per i loro 30 anni di carriera, e poi rientro nella sala dove continua il Forum del Giornalismo, questa volta con un dialogo con Cristina Donà e Ginevra di Marco. Con loro, si va a parlare del rapporto fra giornalista e artista.

A fine incontro, mi dirigo verso lo Spazio Corona, dove ha luogo Falla Girare, una serie di mini-live di gruppi premiati durante i festival aderenti al Circuito dei Festival. Oltre a notare che le band composte da persone più mature sono quelli più interessanti, l’unica a colpirmi veramente è Erica Salvetti: in linea con il trend compositivo attuale, voce pulita e precisa nel canto, più difficile da trovare attualmente di quel che si pensi.

Alle 19.30 iniziano i live principali. I primi che vedo sono i Deschema, gruppo energico, seguiti da Mezzavera. Lorenzo Baglioni fa un intermezzo cantando dal vivo Il Congiuntivo e L’Arome Secco Sé, ma il contesto non sembra quello più adatto a lui.

Con l’arrivo sul palco di Le Cose Importanti, premiata al Primo Maggio di Taranto, finalmente la qualità dei live si alza: arrangiamenti e suoni coinvolgenti, testi che scuotono l’emozione. Seguono I Tristi, vincitori del Primo Maggio di Roma, che con il loro synth-pop soltanto all’apparenza allegro, fanno saltare e sorridere, facendomi dimenticare i quattordicenni che mi pestano di continuo i piedi. Ottima tenuta di palco e solo di batteria che ha riempito di gioia i nostri animi da musicisti.

A questo punto del programma, si inserisce Fulminacci, premio Giovani MEI – ExitWell e Migliore Videoclip Indipendente dell’Anno con La Vita Veramente. Accompagnato soltanto dalla sua chitarra, suona Borghese in Borghese e Tommaso. Vedendolo live, non sorprende il suo rapido successo: il palco sembra non mettergli soggezione alcuna, l’esecuzione è perfetta e la sua musica si potrebbe collocare nell’alveo di nomi del cantautorato italiano, da Rino Gaetano e Daniele Silvestri.

Dà a lui il cambio un altro giovane, per la quale la piazza si infuoca completamente: Tredici Pietro, vincitore del premio “Hip Hop MEI”, è sicuramente su una buona strada. Basi dotate di bassi potenti, flow che riesce ad andare in controtempo, ritornelli orecchiabili: il giovane Morandi ci sa fare, e con lui Mr Monkey e la sua chitarra elettrica, una trovata divertente.

A questo punto è il momento dei big: dopo una quindicina di minuti, parte una base maestosa e tragica, e dopo poco, sale sul palco Morgan, Premio MEI alla carriera, che inizia il suo live con il Cantico dei Drogati di De André. Sigaretta alla mano e fronte palco drammatico, comincia dando lezione di musica italiana con la semplice scelta di questo brano. Conclude il Cantico con una complessa improvvisazione di pianoforte, che sfuma nel brano successivo: Altrove.

La quantità di note che Morgan riesce a unire suonando è sempre impressionante, il vuoto nell’arrangiamento non viene contemplato. Ascoltandolo, si vola, alla ricerca della libertà. Così, mentre in sottofondo Morgan prosegue con Volare di Modugno, ci allontaniamo di corsa, passando attraverso le vie piene di musica e ai gruppi che suonano di fronte ai vari locali.

Questa venticinquesima edizione del MEI si è rivelata un successo, senza alcun dubbio. L’evento è sempre obbligatorio e centrale per gli operatori del settore e altamente consigliato ai musicisti: le quantità di elementi dell’industria musicale che si possono imparare già solo girando permettono di avere una prima idea di cosa sia questo mondo e quali siano le tendenze attuali e future.

Nota speciale: il numero di donne musiciste presenti quest’anno era molto alto, almeno una per gruppo. “Eppur si muove” qualcosa.

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