Merkel Market, “La tua catena”: la recensione

merkel marketSi chiama La Tua Catena il nuovo disco dei Merkel Market. Registrato e mixato da Alessio Camagni presso il Noise Factory il progetto milanese composto da Diego Quartara (voce), MHDM (basso), Marco Di Salvia (batteria) e Lo Slavo (basso), sarà pubblicato per l’etichetta Prismopaco Records il 30 settembre. Diciassette tracce brevi, veloci, caratterizzate da testi in italiano e iscritti a pieno titolo nella corrente dell’Italian post HC.

Merkel Market traccia per traccia

La partenza è bruciante e aggressiva, con Il Dittatore, subito duplicata da La Bambina, che ha aspetti stranianti e scoppi improvvisi. L’esplosione è invece la regola all’interno di Confine di Stato, sempre a volume alto e abrasiva in gran parte dei propri spazi. Trema Uomo Cauto accelera e infittisce i rapporti con punk e hardcore.

Senza un minimo dubbio affronta un percorso con alcuni stop lungo la strada. Macigni di senso e di ritmo che spesso sono spazzati via a colpi di corde vocali, oppure aggirati con cori agghiaccianti. Testa Grigia pare incerta fra il boogie woogie e il punk/rock/metal, con punte di stravolgimento piuttosto acute. Si prosegue con un’altrettanto ruvida Tamianto, mentre Licenza si distingue per fasi di drumming molto martellante.

Arriva da lontano Aviatore, ancora con il drumming in evidenza assoluta, prima di un finale orientale sorprendente. E sposta un po’ quel velo propone una variabile interessante e non priva di ironia. Io voglio vivere come te mantiene le stesse linee “melodiche” e ritmiche del brano precedente, ma si converte in acido.

La maschera di piombo si rivela epica e può ricordare qualcosa dei primissimi Ritmo Tribale nelle tessiture di chitarra. Vendetta si rimette ventre a terra, prima di lasciare spazio al curioso strumentale Craxy Party, memoria di anni lontani aperta da un magniloquente ingresso orchestrale.

Si viaggia verso il finale (catastrofico, presumibilmente) con La danza del Martire, risucchio vertiginoso. Ma la necessità di bastonare non si spegne mai, come conferma anche Prigioniero, altro richiamo all’hardcore d’antan. Il discorso si chiude con Asesino, urlata e senza freni.

A differenza di molti pari grado, i Merkel Market dimostrano anche qualche tratto ironico insieme alla volontà magmatica di spazzare via tutto con la potenza del suono e della voce. Il disco è rovente al punto giusto e convince per impianto e risultato complessivo.

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