Milano 84, “Monochromatic”: recensione e streaming

Esce con distribuzione digitale Believe per Lost Generation Records Monochromatic, il primo album dei Milano 84 alias Fabio Di Ranno (sceneggiatore di cinema e tv/autore/musicista) e Fabio Fraschini (musicista/bassista/producer). Su tutti gli store digitali arriva il nuovo disco che nasce dal desiderio e dalla curiosità di manipolare il sound degli anni 80 con consapevolezza e leggerezza, la scelta audace di un duo che oscilla tra italodisco e synthpop con eleganza e groove. Monochromatic vanta collaborazioni del calibro di Vincenzo Salvia (Stranger Things) e Fabio Liberatori (Dalla, Stadio), alternando le mille sfaccettature dei vocalist ai remix che miscelano il tutto con un tocco contemporaneo. 

Milano 84 traccia per traccia

Basta un attimo per essere proiettati negli anni Ottanta: è l’attimo iniziale di Fanatic, che qui in Extended Version apre le danze, con la voce di Vanessa Elly: il mondo dell’italodisco riprende immediatamente vita, con i fantasmi di Gazebo, Novecento e simili che riprendono vita e ballano con noi.

Si passa all’italiano per il testo di Suspiria on TV, con riferimenti al cinema di Dario Argento, inquietudini nel testo e le collaborazioni di Eleonora Cardellini e Gianluca Divirgilio. Ritmi medi e rotolate di drum machine, per suoni che si allargano fin quasi alla new wave.

Awesome, con Killme Alice, sembra davvero arrivare dalla faretra di Gazebo, epoca I like Chopin, con il ritmo incalzante e le immagini lunari. Il synth si occupa di colorare tutti gli spazi vuoti.

Riferimenti diretti alle colonne sonore emergono invece in Play, cantata in italiano da Laura Serra, in una storia di gelosie e tradimenti. Torna Killme Alice per una movimentata ma quasi sentimentale Milano, l’amore, che tuttavia inserisce al mix anche qualche colore soft porno.

Molto più battagliera Lola, che chiude il disco 1 con vibrazioni potenti e con la voce di Eugene, su bassi che si fanno sentire in modo consistente.

Il disco 2 è composto di tre brani che vanno a completare il discorso: si parte rapidi con Milano 84, canzone eponima e collaborazione con Alice Silvestrini, con i synth a farla da padroni ancora una volta.

Ambienti più notturni quelli delineati con calma e velluto da The Lie, insieme a Laura Serra e Fabio Liberatori. Immagini familiari e sentimenti esposti in Replay, che su dinamiche fluide appoggia la voce di Alice Silvestrini.

Infine, il disco 3 contiene riletture dei brani dei primi due dischi: si parte da una Super Italo Version di Fanatic, con elementi aggiunti e un po’ di suggestione in più; ecco poi il Diego Burroni Remix di Suspiria on TV, costruito su un beat particolarmente rumoroso ma rigoroso.

Quindi tocca ad Awesome, che passa attraverso un remix di Daniel Seven e si accelera, nascondendosi e rivelandosi nei fumi e nei contrasti di buio e luce della discoteca. Poi tocca a The Lie, nuovamente affidata a Diego Burroni, per un discorso cadenzato e sfarfallante di elettronica. Infine tre canzoni “milanesi”: Milano l’amore riletta da La Tosa, poi un remix di Vincenzo Salvia e infine una reprise di Milano 84.

Operazione interessante, soprattutto per gli aspetti nostalgici, quella dei Milano 84, qui e là talmente aderente dagli originali da sembrare quasi un tributo. La stagione dell’italodisco, a volte derisa o comunque poco riconosciuta, qui trova una celebrazione ben fatta. Più difficile capire quale possa essere il futuro di un progetto come questo, se non un ulteriore rivangare nel passato.

Genere musicale: synthpop, italodisco

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