Miqrà, “Amor vincit omnia”: recensione e streaming

Il nuovo album della band siciliana Miqrà è intitolato Amor Vincit Omnia. Dopo i vari periodi artistici oscuri vissuti a causa della pandemia e una pausa lunga diversi anni la band ritorna con il singolo La Catastrofe in me e il nuovo album, figlio di una voglia di ricominciare a scrivere e a fare musica nuova.

Amor Vincit Omnia è un album arrivato all’improvviso ma frutto del tempo che passa, delle nuove esperienze e delle nuove sensazioni vissute dai componenti della band. L’album rappresenta una sorta di prova di maturità, come persone e musicisti, una vera e propria sfida di sperimentazione di nuove sonorità, senza però perdere mai la propria identità.

Miqrà traccia per traccia

Violini e voce quasi afona per Fuori tempo, ballata morbida e avvolgente che apre il disco. Una serie di dediche che sanno di ricordi e di vita, con un finale orchestrato in modo ancora più totalizzante.

Scampoli di rock e di solitudine colorano Per farti dormire, che si fa aggressiva senza perdere in termini di melodia. Le tendenze narrative della band sono esaltate dai modi e dai tempi del brano. Batteria e basso tracciano la strada per La catastrofe in me, che mescola le proprie malinconie con molte nostalgie del passato.

Questioni matematiche quelle raccontate da Un’infinità di meno, per provare a contare le questioni della vita. Esiti piuttosto rumorosi e anche country rock quelli di una canzone che parte molto tranquillamente.

Ultimo frammento procede a tempi rallentati, per poi accogliere sprazzi di elettricità quando la canzone decide di aprirsi del tutto. Si arriva a metà disco con Niente, che parla di voce persa e di anni sprecati, con le tastiere che regalano linee melodiche morbide.

Ricordi d’infanzia e pianoforte contrassegnano Alice, recitata fino a un finale drammatico, con molta libertà strumentale. Molta chitarra per sottolineare il pathos di Giorni invisibili.

Torna l’aggressività con Ossa, che consuma un rock non eccessivamente veloce. Stranizza d’amuri rilegge Battiato, togliendo parte della leggerezza del brano originale. A chiudere, ecco la ballata morbida Calicanto.

Storie profonde e molto sentite quelle raccontate dal nuovo album dei Miqrà, che fanno tesoro delle esperienze passate per costruirsi un futuro sicuramente interessante.

Genere musicale: rock, canzone d’autore

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