Mosè Santamaria: l’intervista #cinqueminuticon

Di Chiara Orsetti

Mosè Santamaria, cantautore genovese trasferito a Verona, sta ricevendo grande consenso per il suo secondo album, Salveremo questo mondo, che mai come in questi giorni sa di buone speranze. Un artista complesso e pop allo stesso tempo, che riesce a mettere un po’ di misticismo anche nella routine quotidiana.

Parliamo subito di una bella iniziativa che hai lanciato, insieme a tanti artisti come te: SALVEREMO QUESTO MONDO talk. Come è nata questa idea? Ci racconti qualcosa di questo progetto?

È nata dopo una lunga riflessione, ho sentito l’esigenza di fare qualcosa che sensibilizzasse le persone non soltanto sulla situazione attuale, anche su quella precedente e sull’opportunità che abbiamo di cambiare questa società, dove ci sono multinazionali che nonostante tutto pensano al fatturato e pescicani che gonfiano i prezzi dell’Amuchina e delle mascherine su Amazon.

Una società che, come si direbbe a Genova, ha cagato fuori dal bulacco con tutta questa frenesia, questo spremere le persone come limoni già spremuti facendole lavorare 9-10 ore al giorno. Una società che si è persa qualcosa per strada, la cosa più importante: l’umanità!

Questa iniziativa vuole sicuramente essere più leggera di queste mie parole e al tempo stesso fornire qualche strumento per guardarsi dentro, accendere quell’interruttore che ci fa sentire vivi e iniziare a salvare questo mondo una volta per tutte e da tutti i punti di vista, ambientale, lavorativo e sociale.

Il titolo del tuo secondo album è proprio Salveremo questo mondo. In questo momento, più che mai, dobbiamo rimboccarci le maniche e fare qualcosa di concreto. In che modo Mosè può contribuire a salvare il mondo?

Mosè da solo lo sta facendo salvando in primis il suo piccolo mondo, scrivendo canzoni, dando valore all’amore che riceve da chi gli sta vicino e coltivando gratitudine. Sembrano ovvietà in realtà non lo sono… Imparare ad ascoltare, ad amare e a rispettare se stessi ci insegnerà a farlo anche con gli altri. Chiediamo scusa e ricominciamo con la consapevolezza di un nuovo punto di partenza.

Parliamo di un pezzo che mi sta molto a cuore del tuo disco, Circuiteria. Parli di influenze del passato, di bisogni primari, di passi in qualche modo già segnati. Pensi ci sia spazio per ognuno di noi di diventare veramente qualcosa di altro rispetto al mondo che ci ha “tirato su”?

Esiste il libero arbitrio, possiamo scegliere e decidere profondamente di realizzare il nostro vero essere interiore. Occorre tanta forza di volontà. Se non senti che è la tua di vita gli altri non lo sentiranno per te. Quindi sì, c’è spazio, e quello spazio va preso a cominciare da adesso tutti i giorni, imparando a rialzarsi e imparando a l’arte del perdono per lasciar scorrere il passato.

Mi sarebbe piaciuto chiederti se avevi qualche appuntamento live, ma per forza di cose in questo periodo è necessario rimanere a casa. Quando quest’emergenza sarà rientrata, dove ti piacerebbe suonare? Un posto a cui sei particolarmente legato magari…

Mi piacerebbe suonare nella mia città, Genova, magari al Goa Boa e al Cane… diciamo che i miei collaboratori stanno lavorando su questo!

Parliamo anche di Kerouac, una canzone d’amore che parla anche di prese di coscienza… Che cosa rappresenta l’amore per te?

L’amore per me è equilibrio e ricerca del neutro, è saper “dare” liberi da quei sentimenti con l’elastico o quelle logiche “se tu mi dai io ti do”. L’amore non è una forma di baratto o un mutuo soccorso, l’amore per me è la capacità di saper stare con se stessi in qualsiasi occasione, non giudicare nessuno e non lamentarsi. Detto ciò che poi infine rimangono definizioni e quindi su un piano mentale limitato, per me l’amore è uno stato indefinibile dell’essere da sentire e vivere in ogni momento e azione.

La nostra rubrica termina sempre con una playlist. Ti va di regalarci qualche canzone da ascoltare in questi giorni casalinghi disperati?

Kerouac, Era solo un BlaBlaCar, l’ultimo grido di dolore del kali yuga e fiore di loto, scegliete voi… Altrimenti c’è sempre SALVEREMO QUESTO MONDO!

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