Paolo Spaccamonti, “Nel torbido”: recensione e streaming

Nel torbido è il nuovo disco, pubblicato sia in vinile sia attraverso i servizi di streaming, del chitarrista Paolo Spaccamonti. Nel torbido è un titolo preso in prestito da una battuta di Tony Curtis (“Nel torbido si pesca meglio”) da Operazione Sottoveste, film del 1959 diretto da Blake Edwards.

Chitarrista e compositore torinese, Paolo Spaccamonti ha una discografia ricchissima, fatta tanto di album in proprio, quanto di collaborazioni con eccellenze del panorama musicale italiano e internazionale: Jochen Arbeit degli Einstürzende Neubauten, Stefano Pilia, Roberto “Tax” Farano dei Negazione.

Dischi ai quali si aggiungono numerosi lavori per reading, televisione (la produzione RAI I mille giorni di mafia capitale, insieme a Riccardo Sinigallia), teatro (TPE, TST, ERT), cinema (I Cormorani con Ramon Moro, Lo spietato ancora con Riccardo Sinigallia), e sonorizzazioni dal vivo di film muti prodotte dal Museo Nazionale del Cinema (Vampyr, Once upon a time, Greed). È da sempre molto attivo anche dal vivo, sia da solo che insieme a colleghi come Ben Chasny, Jim White, Julia Kent, Damo Suzuki, Emidio Clementi, Enrico Gabrielli e ad artisti e performer come Jacopo Benassi, Masbedo, Balletto Civile, Donato Sansone, Gup Alcaro.

Di recente ha composto le musiche per gli spettacoli Ifigenia & Oreste e Sei Personaggi in cerca d’autore, diretti da Valerio Binasco e prodotti dal Teatro Stabile di Torino e Nottuari di Fabio Condemi, tratto dai racconti di Thomas Ligotti e prodotto dal Teatro Nazionale di Roma. Nel 2023 è stato impegnato nel fortunato tour teatrale di Lazarus, musical scritto da Edna Walsh e David Bowie e diretto in Italia da Valter Malosti.

Paolo Spaccamonti traccia per traccia

Si parte dalla Salina ed è una partenza graduale, con un paio di pennate di chitarra iniziali e poi una salita effettuata un passo alla volta e un suono alla volta.

Un ritmo più rallentato, trascinato, faticoso è ciò che ci attende ne L’amore che strappa: cosa o a che cosa strappa, non è dato sapere, ma in compenso le sonorità ci trasmettono discorsi rallentati e cupi, con un retrogusto di catene e di dolore.

Più tranquille le atmosfere della title track Nel torbido, che si muove su idee un po’ più minimali ma non per questo meno suggestive. Ma nella seconda parte il minimalismo lascia il posto a qualcosa di enorme che sorge e che si prende tutta la scena.

No blues è breve e si muove per brevi frasi di chitarra che si espandono in un deserto, fra echi e qualche riverbero. Più luminoso il percorso de I sogni non servono, ma anche decisamente inquieto: l’umore iniziale è calmo ma si fa più misterioso il resto del brano, almeno prima che arrivi il manto della notte a ricoprire tutto.

Del resto Ha ragione la notte, ci è comunicato con l’ultima traccia: piccoli glitch si alternano a una chitarra piuttosto calda e avvolgente, in un brano dall’umore scuro ma capace di piccole variazioni lungo la via.

Il lavoro di Paolo Spaccamonti si arricchisce di nuove trame, in una carriera sempre all’insegna dell’avanguardia e della scoperta. Anche in questi racconti per chitarra e altri strumenti si legge la voglia di nuovo, pur solidamente appoggiata su concetti già affrontati. Il risultato è una miscela molto ricca e molto piacevole di sensazioni assortite.

Genere musicale: strumentale, soundtrack

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