Paolo Spaccamonti, alla scoperta di te stesso e del mondo
paolo spaccamonti e ramon moro - foto di Vittorio Catti

Paolo Spaccamonti e Ramon Moro – foto di Vittorio Catti

Qualche giorno fa abbiamo parlato della soundtrack de I Cormorani, film di Fabio Bobbio che vede all’opera, per la parte sonora, Paolo Spaccamonti e Ramon Moro (qui la recensione e lo streaming). Per capire meglio le dinamiche della colonna sonora, abbiamo rivolto qualche domanda al chitarrista. A fine pagina potrai anche sfogliare una gallery con foto a Spaccamonti e Moro di Vittorio Catti, nonché alcuni fotogrammi tratti dal film.

Vorrei sapere come nasce il progetto de “I Cormorani” e come sei/siete stati coinvolti

Conosco Fabio Bobbio da anni, ha sempre supportato la mia musica e quella di Ramon Moro e dei suoi 3Quietmen, a cui ha girato anche un video. E’ stata sua l’idea di accoppiarci, introducendoci piano piano al film, se non ricordo male già nel 2013.

Dopo un primo step in cui ci ha descritto a voce I Cormorani, ha inviato a entrambi il soggetto per poi sparire letteralmente e rifarsi vivo dopo parecchi mesi per mostrarci una prima versione della pellicola. Questo ci ha permesso di entrare nel film in punta di piedi, prendendoci tutto il tempo necessario per elaborarlo. Quando si è trattato di registrare le musiche è stato quindi più semplice del previsto, era quasi già tutto deciso.

La tua musica è molto “fluida” ed elastica, ma ha rappresentato una sfida dover calibrare i propri istinti sulla base delle immagini?

La sfida di cui parli stava nel non andare fuori tema, tenendo sempre a mente il film e lasciando fuori dalla porta l’ego. In questi casi credo sia inevitabile imporsi dei paletti, aiutano a non perdersi nel marasma delle ipotesi. Fabio aveva le idee molto chiare sul tipo di atmosfere che ricercava e le sue indicazioni si sono rivelate determinanti per la stesura dei brani. Si è trattato sostanzialmente di stabilire un suono, o meglio, un mood generale, per poi selezionare alcune bozze e crearne di nuove insieme. Con Ramon ci siamo lasciati avvolgere dalle immagini e ha funzionato.

Il film parla di adolescenza e di avventura. Hai avuto modo di collegare le tue esperienze con quelle dei ragazzi raccontati nel film?

Sì… Ricordo bene quel breve tratto di vita in cui stai diventando altro, quel senso di vuoto e malinconica attesa. Non sei più bambino ma neanche un adulto e ti ritrovi a ciondolare senza meta alla scoperta di te stesso e del mondo. Come quando passeggi con i tuoi amici e d’un tratto sparisci senza dare spiegazioni per poi ritrovarti con loro in altri luoghi, per citare una scena del film. Fabio è stato molto bravo nel descrivere quel passaggio cruciale, e l’ha fatto con una delicatezza e sensibilità fuori dal comune.

Come hai vissuto la collaborazione con la tromba di Ramon Moro?

In realtà collaboro da anni con Ramon, che adoro sia in solo che con i suoi 3Quietmen. Ha suonato su due miei dischi (Buone Notizie, Frammenti) e relativi concerti di promozione, oltre ad avermi affiancato anni fa nella sonorizzazione del film muto Rotaie insieme a Dario Bruna e Marco Piccirillo. E’ stato bellissimo e facile lavorare con lui. Siamo molto amici e l’intesa tra noi è totale.

Sei già al lavoro per dare un successore “tutto tuo” al tuo ultimo “Rumors”?

Ci penso spesso… ho diversi brani da levigare e mi sembrano davvero buoni. Prima di  registrare un nuovo disco in solo mi piacerebbe però concentrami su altri progetti in cantiere. In primavera per esempio uscirà su vinile (per Escape From Today e Fratto9) un disco di improvvisazione in coppia con Paul Beauchamp e parallelamente sto lavorando a un altro disco collaborativo. E’ per me vitale lavorare su altri progetti prima di tornare al mio mondo, credo che aiuti a distaccarsi e a evitare di ripetersi. Fare un disco in solo mi stravolge sempre, preferisco aspettare e raccogliere energie. Ma non troppo.