Pepp1, “Giardini pubici”: recensione e streaming

Già anticipato dal singolo Se io fossi Magalli feat. Papa Black FacePepp1 torna con un nuovo disco dal titolo Giardini Pubici, disponibile su tutte le piattaforme digitali per Hukapan Records

Pepp1 (pron. Peppuàn) nasce nel 1996. All’età di tre anni si appropria di una decina di 45 giri e assimila spiritualmente il brano “Donna Felicità” de I Nuovi Angeli facendone un mantra personale. Nel 2016 si trasferisce a Milano, dove si diploma in Basso Elettrico Jazz presso il Conservatorio Verdi.

Le sue canzoncine uniscono la passione per le sonorità del rock britannico all’affetto casto nei confronti della lingua italiana. Il risultato è puro Creepy Rock: gli argomenti trattati spaziano infatti da vicende di voyeurismo appassionato al desiderio di morire per indigestione di Big Mac, passando per love stories culminate su un binario ferroviario.

Nel 2022 pubblica il suo disco d’esordio È Polpa Mia per l’etichetta Hukapan di Elio e le Storie Tese. A luglio 2023 apre Il Concertozzo di Elio e le Storie Tese a Carpi insieme a Le Api al Sugo.

Pepp1 traccia per traccia

Concezioni curiose del cinema sono quelle che emergono da Martelletto, che apre l’ep con ironia, paradossi e qualche fascinazione sonora per i 60s britannici (compresa una citazione Stonesiana).

Si parla dell’Africa del 1935 ne La mia sposa bambina, e sospetto di aver capito dove, e soprattutto su chi, si vada a parare. Gli italiani brava gente che si sono lasciati tanti bei ricordi in Abissinia sono al centro di un brano breve e inquietante. Ok Pepp1, hai ragione, ma ora smetti di imbrattare quella statua.

Si continua con temi più contemporanei con la ballad Catcalling, un po’ 90s e un po’ fischiettante. Le somiglianze con la produzione alla Elio e le Storie Tese si approfondiscono con Se io fossi Magalli, una sorta di bluesettone, ma con incisi tipo Ridolini. Va be’.

Dopo My Little Baby Bride, che riprende i temi de La mia sposa bambina evidentemente, ecco una lunga Risky Love, che parte al pianoforte e mette in guardia dal mettersi con i nazisti di Marostica. La chitarra elettrica arriva a regalare assoli e a movimentare il pezzo, ma anche a salvare da eventuali denunce per reati con minori.

Si chiude con Questa storia dell’amore, che ribatte sul concetto, nonostante il rischio di cinque anni a San Vittore, ancora con l’ausilio del piano.

Partiamo dal concetto che ormai, se vuoi fare rock demenziale, dopo che sono passati giganti come Skiantos ed Elio, ti devi preparare ai paragoni e molto probabilmente li perderai. Li perde, com’è ovvio e giusto, Pepp1, che però non mi sembra uno che si scoraggi facilmente: fa le sue cose, le porta a termine con un certo criterio, qualche volta si perde in lungaggini evitabili ma nel complesso porta a casa un ep dignitoso e spesso molto divertente.

Genere musicale: rock demenziale

Pagina Instagram Pepp1