Il libero pensiero, singolo d’esordio dei Pillheads, è un brano che affronta il tema della contemporanea difficoltà di ragionare fuori dal coro e di sostenere opinioni personali autentiche, con un testo intenso e provocatorio.

Spiega il gruppo a proposito del loro nuovo inedito: “Il pensiero libero e incondizionato ha evidenti e inquietanti analogie con la sindrome di Tourette. Entrambi si manifestano in tenera età, con la tendenza poi a svanire; entrambi portano i soggetti a dire troppe parole sconvenienti; entrambi nei casi più gravi vengono curati con i farmaci.”

Pillheads è un termine inglese che definisce “coloro che assumono ossessivamente farmaci senza averne una reale necessità”, da un’idea di Phil Strongman, collaboratore di Malcom McLaren e regista dei Sex Pistols, con cui i Pillheads produssero un film nel 2017.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro, #senzacontesto. Rispondono lo yin e lo yang dei Pillheads, Paolo Baltaro e Daniele Mignone.

Il disco che vi ha fatto innamorare della musica

Paolo: Lucio Battisti, Umanamente Uomo: Il Sogno. Avevo 4 anni… mia mamma, di musica,  ne capiva.

Dani: Songs of faith and devotion dei Depeche Mode

Il film che riguardereste all’infinito senza mai stancarvi

Paolo: The Magic Christian, di Joseph McGrath, con Peter Sellers, Roman Polanski e Ringo Starr. Considerato un film minore di Peter Sellers, spesso non è neanche citato nella sua filmografia. Lo riguarderei tutti i giorni.

Dani: Ci sono filmografie intere che non mi stancherei di guardare. Se devo dirne uno, Dogville di Lars Von Trier.

La canzone che ascoltavate più spesso da bambini

Paolo: It Won’t Be Long dei Beatles.

Dani: I want it all dei Queen.

Quel libro di cui continuate a rimandare la lettura

Paolo: La montagna incantata di Thomas Mann. Lo comprai solo perché la prof delle superiori ci consigliò di evitarlo.

Dani: E’ un anno che rimando la lettura di Petrolio di Pasolini, capire troppo della realtà certe volte spaventa.

Una foto senza contesto

Pagina Facebook Pillheads