Recensione e streaming: Atom Made Earth, “Morning Glory”

Atom made earthUscito pochi giorni fa, Morning Glory è il nuovo disco degli Atom Made Earth, che già avevamo incontrato su TraKs per un’intervista dopo l’uscita del loro esordio, Border of Human Sunset (qui intervista e streaming del disco).

La band (qui sotto lo streaming di “Morning Glory”) fonde elementi antichi come jazz, progressive e psichedelia con le istanze contemporanee del post rock, con risultati per lo più molto fluidi.

Atom Made Earth traccia per traccia

Si parte dalla breve Noil che introduce al disco in modo rumoristico, con un livello di tensione che sale gradualmente e contrasta con i cori di bambini in sottofondo. Quando poi entra la chitarra, è già tempo di passare a Thin, che non è particolarmente dedita a idee sottili: nel movimento lento e magmatico del pezzo ci sono chiare influenze floydiane e moltissima chitarra, sia a costruire un pavimento solido sia a innalzarsi in cerca di cieli psichedelici.

Parte con maggiore tranquillità October Pale, ma è soltanto un’illusione iniziale, visto che il clima si scalda presto e lascia spazio di nuovo a schitarrate molto potenti ma anche varie: qui l’influenza del post rock anglosassone (possono tornare in mente i Mogwai) sembra preponderante.

Reed sceglie un approccio molto conflittuale, accetta qualche influenza progressive (sponda Yes), ma presto prende un percorso sobrio e sostenuto. Ma dopo una fase centrale più tranquilla, il percorso del brano riprende aggressività e l’aria si satura in fretta.

C’è un po’ di jazz e una maggiore tranquillità nelle note di Baby Blue Honey, che però dopo la calma relativa iniziale prende sapori acidi. Parte con calma inquieta anche il percorso di StaC, con una buona influenza del giro di basso, prima che di nuovo la chitarra prenda il sopravvento e disegni percorsi galattici. Accenni di noise nella breve e conclusiva Lamps like an African Sun.

Ottima conferma per gli Atom Made Earth, che dimostrano segnali di crescita anche nel non lunghissimo periodo trascorso dal debutto. La band ha meccanismi molto oliati e può ambire a pieno titolo all’ingresso nella cerchia ristretta delle band più significative in ambito post rock.

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