Uscirà il 20 novembre il secondo disco per i FermoImmagine: il duo romagnolo raccoglie dieci canzoni di cantautorato electro-wave all’interno di Frammenti. Con la produzione di Lorenzo Montanà e la collaborazione con Gianluca Lo Presti (Nevica su quattropuntozero) registrato tra novembre 2013 e aprile 2015 al Loto Studio (RA).

FermoImmagine traccia per traccia

Si parte da La Gabbia, brano che trasuda già gran parte dell’energia oscura che il disco dei FermoImmagine trasmetterà nello svolgersi delle tracce. Il testo è molto carico di negatività e sfiducia esistenziale, che forse qui trova il punto più alto (o più basso) e che nel resto del disco si incontrerà più diluita.

11.12.13 solleva leggermente l’aria con le sonorità dei synth, mentre il testo racconta di un Natale triste. Sono calmo suona schiettamente più elettropop, con legami più evidenti agli anni Ottanta, compreso un utilizzo delle percussioni più robusto.

Fiore di campo presenta un lato più autorale, con un ritmo cadenzato e, nel percorso, lascia libero sfogo a pulsioni elettriche e a giochi di synth. Nebbia torna ad atmosfere meno positive, ripescando a piene mani nei suoni di ambito dark wave (impossibile non associare il brano a gruppi come i Cure).

Pugile è il già noto singolo d’apertura del disco: ritmo più alto, qualche apertura rock-pop, e una vena combattiva che non è sempre presente negli altri testi del disco. Si torna a meditazioni più intime con Attimi, che su sonorità quasi ambient instilla germi di new wave. Le immagini che la band suggerisce nelle liriche sono spesso potenti, come in questo caso.

Ondate dark caratterizzano anche Distante, che prende per l’appunto le distanze dalle piccolezze terrene, con l’aiuto dell’elettronica ma anche di una chitarra elettrica piuttosto rabbiosa. Tracce di La Crus e di Garbo si avvertono distintamente nell’arco del brano.

Ansia offre lati più elettronici in apertura, anche se i suoni del pezzo non sono così claustrofobici come il testo potrebbe invece suggerire. 40 anni affida al pianoforte la chiusura dell’album, con una ripetizione in loop tipo marea, che lascia poi lo spazio a qualche evoluzione verso l’alto. L’ultima traccia è un remix, leggermente stralunato, di 11.12.13.

Le canzoni dei FermoImmagine sono caratterizzate spesso da oscurità cupe, ma quando escono dal cono d’ombra mostrano interessanti sviluppi pop e infiorescenze di vario tipo. Il disco persegue alcune di queste direzioni possibili, lasciando intendere che ci sono molte altre strade che il duo può percorrere.

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