Vito Valencia, “Le canzoni di Vito Valencia”: recensione e streaming

vito valenciaArrivando quasi dal nulla, ecco Vito Valencia. Cantautore con distinto amore per il folk americano di ultima generazione (cita Sufjan Stevens, Mac DeMarco, Sixto Rodriguez) ma anche per la canzone d’autore italiana, Vito si è fabbricato in casa un ottimo disco d’esordio, Le canzoni di Vito Valencia.

Originario della provincia di Milano, racconta così la lavorazione del disco: “A dicembre 2015 inizia a registrare le tracce di chitarra, poi la batteria e uno dopo l’altro i successivi strumenti, sempre cercando la “take giusta”, in modo tale da mantenere intatta la sensazione di una presa diretta, che meglio veste il suond low fi del progetto”.

“Seguendo il mood delle canzoni, ha scritto poi i testi, cercando di curare la sonorità delle parole: il risultato sono 9 tracce, che parlano di Vito, dei suoi amici e dei suo nemici e della sua immaginifica Valencia”.

From the Ashes traccia per traccia

La prima delle canzoni di Vito Valencia è I limiti del cielo, ed è già piuttosto rivelatrice. Ci sono tratti di allegria in un pezzo un po’ sudamericano, ma anche i tratti del cantautore con attitudine al racconto. Molto più raccolta Marte distante, con tratti acustici e pianoforte.

La poetica dell’album rivela tratti ulteriori con la breve Statica del punto. Passo cadenzato per Il tempo ci ha illusi, che apre con le parole (già sentite) “amico fragile”. La coda finale decolla verso mete lontane. Ancora Rimini rivela qualche attinenza con le generazioni più recenti di cantautori italiani (Tiromancino) e con il synth pop. Qualche dissonanza caratterizza Blu, che segue indizi d’intensità senza prendersi troppo sul serio.

Perdersi a Milano abbassa luci e toni, tratteggiando scorci acustici. Altre citazioni arricchiscono Buongiorno notte, discorso soffice e intimo, per lo più chitarra e voce. Il disco chiude le porte con Kobane, viaggio da Lecco al Brasile, da Battisti a De André.

Buon uso della voce, miglior utilizzo delle parole e ottima scelta delle sonorità. Basterebbe questo, ma Vito Valencia aggiunge, nel proprio debutto, anche qualche tratto ulteriore in termini di passione, consapevolezza e gusto, pubblicando un disco decisamente convincente.

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