Renzo Rubino: l’intervista #cinqueminuticon

Di Chiara Orsetti

Un tour a bordo di un gozzo nelle località più suggestive della Puglia, un singolo dedicato alla sua terra e tanta voglia di sentirsi a casa: i 5 minuti con Renzo Rubino segnano il giro di boa dell’estate appena trascorsa, ma continuano a far sognare il rumore del mare.

Il tuo ultimo singolo “Dolcevita” è dedicato alla Puglia, la tua terra. Che rapporto hai con le tue origini? Hai mai sentito l’esigenza di fuggire dalla provincia, magari proprio via mare?


La valle d’Itria è l’unico posto che considero veramente casa. Nonostante le difficoltà, legate alla voglia di fare della musica un mestiere, è sempre stato il mio luogo del cuore.

Sono andato via a 19 anni e sono tornato a viverci qualche anno dopo, nel frattempo ho assorbito esperienze. Oggi voglio investire nel mio territorio.

Proprio alcuni dei luoghi più suggestivi della tua regione sono stati tappe del Porto Rubino, il tour estivo a bordo di un gozzo che ha combinato l’amore per la musica a quello per il mare. Che emozioni ti ha regalato questa esperienza?

È stata una follia, impensabile fino qualche mese prima. Andare per mare con tutte le incognite del caso non è stato facile. Eppure Porto Rubino ci ha regalato soddisfazioni immense. Abbiamo raccontato vicende legate ai nostri porti Adriatici, alla pesca che scarseggia a causa di cattive regolamentazioni.

Abbiamo parlato di inquinamento e ospitato amici musicisti. Abbiamo cercato di elevare il mare anche a stato d’animo. Lo abbiamo cantato e interpretato.

Nel corso della tua carriera quello che mi ha sempre colpita è stata la tua grande forza: vocale senza dubbio, ma anche personale. Le tue emozioni vengono perfettamente raccontate nelle tue canzoni, e sembra quasi di sentirle, di toccarle. Quanto conta comprendere che quello che senti può essere compreso e condiviso anche dal tuo pubblico?

Io credo che l’ingrediente fondamentale per fare della propria arte missione sia essere sinceri con se stessi. Ecco perché io scrivo il più delle volte solo quando è necessario, quando il mio fisico me lo richiede. Ecco perché poi c’è un rapporto viscerale con il mio pubblico. Sanno, in fondo, quanto sia tangibile quello che ho visto, vissuto e poi raccontato in musica.

Sono molti gli artisti che hai incontrato lungo il tuo percorso artistico e con cui hai collaborato. C’è qualche consiglio prezioso che hai ricevuto dai tuoi colleghi che continui a seguire e che ha contribuito a renderti l’artista di oggi?

In particolare Ornella Vanoni dopo un’esperienza assieme. Sembra semplice dire non demordere mai. Eppure quando me lo diceva ho avvertito il peso della responsabilità verso se stessi. Non mollare mai significa migliorati, cresci e credi in te stesso. È come se detto da lei valesse doppio. Poi ho la fortuna di vivere amicizie con artisti che prima di tutto sono amici e con cui è bello confrontarsi.

I nostri 5 minuti con… terminano sempre con una playlist: ti va di farci ascoltare qualche canzone che ti emoziona, magari dedicata al mare?

Be', vi direi di ascoltare queste che sono state la mia colonna sonora durante Porto Rubino.

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