Santamarya, “Nessuno ricorda niente”: la recensione

Si chiama Nessuno ricorda niente il nuovo ep firmato dai Santamarya. Artisti della Settimana per Discovered di MTV New Generation, vincitori del MEI Superstage come miglior band emergente del 2020 e finalisti al Primo Maggio Next, i Santamarya hanno all’attivo quattro singoli, che hanno presentato a Radio1 Music Club, Radio1 Sport e Radio2 Esordi, e sono entrati in rotazione a Radio2Indie.

Il disco vede la produzione artistica di Giorgio Maria Condemi (Motta, Marina Rei) e la partecipazione di artisti come Cesare Petulicchio (Bud Spencer Blues Explosion), Roberto Martinelli (Zucchero, Gino Paoli), Carmine Iuvone (Tosca, Motta) e Nadja Maurizi (Bottega Glitzer). Il mini-disco è stato registrato e mixato allo StraStudio di Roma da Giovanni Istroni e masterizzato al Synthesis Recording Studio da Andrea Corvo . La regia dei video è di Valerio Desirò (The Pills, Maccio Capatonda), finalista a Cortinametraggio e al PIVI 2020 con i videoclip di “Fantasmi” e “Cooper” (in co-regia con Cristiano Pedrocco).

Santamarya traccia per traccia

L’ep si apre inseguendo Fantasmi, traccia pop un po’ dreamy e un po’ psichedelica, composta di svariati elementi molto colorati e quasi tropicali, con un po’ di sax nel finale.

Ecco poi una molto dinamica Ti porterò con me, con un po’ di Cure come punto di riferimento e con un modo gentile ma rapido di svolgersi.

La title track Nessuno ricorda niente si arrampica per sentieri romantici, pur con qualche specifica fisica furoviante (tipo le sopracciglia folte e l’alito che sa di vino).

Fiori di gesso opta per soluzioni sonore molto morbide, con una voce che arriva dalla stanza accanto, per parlare, con amore, di un cuore che esploderà.

All’inseguimento di trafficanti, oltre il confine in Canadà, ecco Cooper: avventuroso nella narrazione, il brano è in realtà tranquillo e vellutato, con qualche ricciolo di chitarra qui e là.

Si finisce ad Amsterdam, tra riverberi di chitarra e cori, a parlare dei sogni dei padri, svaniti. La felicità, del resto, a volte va a volte viene, “con la stagione delle piogge/o le coliche renali”.

Hanno già acceso l’interesse, i Santamarya, e questo ep ne certifica il perché: ottima scrittura, capacità di cambiare scenario, un ottimo rispetto per la forma canzone, riempita sempre di senso e di contenuto. Il tutto fatto con freschezza e leggerezza. Davvero un ottimo lavoro.

Genere musicale: pop

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