#shortraks: tre recensioni in breve per te

Ecco un altro assaggio di #shortraks, tre recensioni in breve per te. Stavolta tocca a La T.A.R.C., Vanvera, Infuso.

La T.A.R.C., Восток

Si chiama Восток il nuovo disco del progetto sperimentale La T.A.R.C.. Nato con influenze post rock, ambient e drone music nel 2016 dall’incontro di Marcello Pisanu ( Golfclvb, Plasma Expander), Daniele Serra (Reduction, Medusa’s Spell) e Antonio Pinna ( Julia Ensemble, Uncle Faust).

Il primo brano è Module 00 (diciamo che per l’originalità nei titoli sarà il caso di passare in un altro momento). Si parte pianissimo da un rintocco ripetuto e piuttosto lugubre. Anche quando interviene la parte melodica la sostanza non cambia di molto: un’aura di malinconia minimale pervade totalmente il brano. Poi movimenti meno composti crescono e sparigliano il discorso. Una voce incomprensibile introduce Module 01, in cui piccoli accenni di percussioni punteggiano il discorso. Poi una viola acida e agghiacciante prende possesso del brano. Echi crimsoniani emergono piano piano, mentre il pezzo prende forma da un magma che ribolle alla base.

Si tracima direttamente in Module 02, già irta di drumming e di gorgoglii della chitarra fin dalla partenza. Poi il flusso si modera ma rimane elettrico e inquieto. Il finale è affidato a Module 04, che recupera la calma iniziale. Piano piano si risale a piani superiori di azione. Si finisce nel parossismo e nell’estremizzazione. Buon lavoro per i Tarc, con una pubblicazione fluida e potente, in grado di accendere interesse.

Genere: post rock

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Vanvera, Little Lost Kittens

A distanza di 12 anni da A wish upon a scar, il nuovo lavoro di Vanvera si intitola Little lost kittens, un concept di sette tracce prodotto in collaborazione con Andrea Cherchi (WAS) e Roberta Etzi (Pussy Stomp) in uscita per Moka Produzioni. Dopo l’Introduction strumentale ecco Dorothy, piuttosto oscura ma anche ironica, con incontri sonori che fanno pensare a Nick Cave, ma anche con molto drumming e cori femminili curiosi. Fun of me riparte dal battito e dai cori, ma si disegna in modo più ondeggiante e ambiguo, con qualcosa di Kid Creole sullo sfondo. Iniziative elettroniche quelle di Yokonic, determinata è impostata sulla suggestiva diade Yoko/Nico.

Due pezzi brevi e ritmati come Moon’s Eyes e Death comes to my House mantengono il discorso su piani di inquietudine. Più vellutata e notturna Unfamous last words. Si chiude con Crappy day, più aperta e quasi (synth) pop rispetto al resto dei brani, con un cantato per una volta più aereo che sotterraneo. C’è originalità e personalità nel disco e nel progetto di Vanvera, e anche un tantino di ironia noir che rende il tutto anche più affascinante.

Genere: songwriter

Infuso, Sestante

Gli Infuso sono un trio formato da Pablo Gastaldello (chitarra e voce), Leonardo Pierobon (basso e voce) e Carlo Velo (batteria). Tra maggio e giugno del 2018 la band registra il primo album con Edoardo 'Dodi' Pellizzari al 'Teatro delle Voci' di Treviso: ecco Sestante. Si parte dalle ritmiche serrate e dalle atmosfere con poca speranza espresse da Tramonto. Si emerge così nella Nebbia, un brano elettrico e molto nervoso, con qualche piccola pausa ma di certo non adatto a dissipare dubbi e tensione.

Ecco quindi che c'è bisogno di rallentare i ritmi, situazione che si verifica con L'Ultimo Inganno, che tuttavia non rasserena gli animi, anzi allunga le ombre. Il peso portato dal vuoto parte forte di un drumming robusto e di chitarre malinconiche. Molto drammatica e portata a un climax ritmico forte la seguente Mentire.

Doldrums apre la seconda metà del disco con uno strumentale etereo di passaggio. Più determinata La Realtà, guidata da percussioni molto fitte e rumorose. Iride finge di rallentare, ma presto recupera fiato e malinconie, riprendendo la strada rumorosa degli altri brani. Il finale del brano è isterico. Un po' di dolcezza, sempre malinconica, si fa strada in Mercoledì, prima che Sciami chiuda il discorso in modo quasi benevolo, anche se il finale rimane arrabbiatissimo. Un disco interessante, molto vibrante e ricco di indizi che portano a possibili evoluzioni importanti per gli Infuso, già in grado di scegliere soluzioni sonore intelligenti.

Genere: rock alternative, new wave

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