Arriverà a novembre il debutto omonimo del trio Soviet Ladies. Il gruppo padovano, che con la terminologia sovietica gioca a piacimento, in realtà esiste formalmente fin dal 2006, ma con lunghe pause tra un incontro e l’altro. Il disco conterrà dieci brani.

Ecco come li racconta il comunicato stampa di presentazione: “Dai pezzi più veloci (la ballabile “Tropicana” o la finale “Animal Balls”) a quelli più lenti (“Transitaliana”, che sfocia quasi in un postrock strumentale, e la sospesa “San Salvador”), il collante che tiene unito il tutto è l’autorevolezza con cui i Soviet Ladies riescono a muoversi in un territorio vasto e insidioso perché parecchio battuto, che oscilla tra new wave e postpunk”.

“Ma qui ogni esempio viene destrutturato, ogni influenza  demolita per essere ricostruita e rivisitata, l’atmosfera si fa inquieta e il suono si scalda e si riverbera, come accade quando ritroviamo la chitarra sognante dei Diiv, in un pezzo come “Graveyards” o ancor di più in “Technical Life”, possibile anthem radiofonica del disco”.

I mixaggi sono stati effettuati all’Outside Inside di Montebelluna, uno degli studi più intriganti del nordest dove negli ultimi anni sono usciti piccoli grandi capolavori noise/wave rock (dai Buzz Aldrin, ai Mojomatics, ai Movie Star Junkies) e il mastering finale oltreoceano a Santa Monica, California.