Studio Murena, “Studio Murena”: recensione e streaming

Lo Studio Murena pubblica il proprio nuovo lp, undici tracce che si muovono tra suoni jazz e sensazioni hip hop. Lo Studio Murena nasce a Milano nel 2018 da cinque talentuosi musicisti del conservatorio: Amedeo Nan (chitarra elettrica), Maurizio Gazzola (basso elettrico), Matteo Castiglioni (tastiere e synth), Marco Falcon (batteria) e Giovanni Ferrazzi (elettronica, sampler). Dopo aver pubblicato il suo primo lavoro, Crunchy Bites, il gruppo ha da subito la possibilità di esibirsi su grandi palchi quali JazzMI, MusicalZOO e Jazz On The Road. Successivamente, l’idea si orienta verso sonorità più scure includendo nella sua formazione l’MC Carma che caratterizza il progetto con strofe rap di intenzione conscious e impegnata.

Nel corso dell’ultimo anno, il gruppo ha ottenuto numerose gratificazioni tra cui il primo posto al Pending Lips Festival e alla JamForTheFuture organizzata da JazzMi concretizzando, poi, la possibilità di condividere palchi importanti con artisti di spessore quali The Comet Is Coming, Davide Shorty & Funk Shui Project, Inoki e altri.

Studio Murena traccia per traccia

“Non si può dire quello che si è/solo quello che non si è”: si procede per sottrazione in <<, un doppio minore che apre il disco su atmosfere di jazz morbido e fruttato.

Long John Silver è più animata, forse più piratesca, sicuramente ritmata e aperta alle sorprese. Si apre poi una fase rap piuttosto aggressiva, che giustifica il titolo e che mette lì un autoritratto abbastanza estremo.

Oscurità notturne permeano Vuoto testamento, che si muove tra drumming evidente e citazioni dantesche. Voce e sax dialogano, in un brano tumultuoso ma anche intimo.

Scomposta e frammentata, soprattutto riguardo al cantato, ecco poi Giorni dispari. Arpa e tamburo sembra proporsi come intermezzo strumentale ma così non è: si scende sul sotterraneo e si risollevano i livelli di tensione.

La batteria prende possesso di Utonian, almeno nella prima parte. Poi i ritmi si calmano e si inserisce la chitarra a disegnare paesaggi più rilassati.

Parzialmente intimista e anche un po’ indie/trap (quanto a testo) ecco Marmo, levigata e malinconica.

Molto più appuntite le idee di SETIPERDITUODANNO, che ha dinamiche molto concitate e sapori aspri. Poi ecco Password, che parla di mondo pazzo e lo esprime con suoni abbastanza inquieti.

Fasi ellittiche ed eclittiche, ma anche eclettiche, si susseguono a loop in Eclissi, particolarmente fitta e densa. Si chiude con due minuti di libertà strumentale e corale targati >>.

Progetto molto interessante, Studio Murena prova a far dialogare mondi apparentemente lontani, e ci riesce anche bene. Hip hop e jazz si confrontano in modo agile e fluido, riuscendo a sincronizzare le proprie anime free.

Genere musicale: jazz, hip hop

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