Vernise, “Punti luce”: recensione e streaming

Punti Luce è l’ep d’esordio di Vernise, disponibile su tutte le piattaforme digitali e anticipato qualche settimana fa dall’uscita dell’omonimo brano. Un ep che racconta un nuovo inizio che mette radici in una visione del mondo differente. Attraverso l’uso di un linguaggio evocativo lunghi corridoi mentali, che accompagnano il percorso di crescita, vengono abbattuti.

Punti Luce parte dalla necessità di cambiare ottica attraverso il passato, ricercando nei primi anni di vita, quando tutto era ancora da creare. Un ritorno alla casa primordiale, la propria pelle, seguendo i punti luce della propria coscienza, che rappresentano la parte più pura di essa, non ancora contaminata

Vernise traccia per traccia

L’Intro strumentale (ma con vocalizzi) è piuttosto eterea, ma contiene spunti e cambi di ritmo che ne fanno intuire il carattere.

Poi si parte davvero con Punti luce, che include cantato e personalità. Il pianoforte apre la strada in un tracciato lunare, fino a un esito ipercinetico che sa di trip hop.

Percorsi morbidi e sintetici invece quelli lungo i quali si incammina Vorrei, che parla di manie e desideri, sfiorando una rosa sonora molto colorata e dalle tinte vivide.

Con Aura si entra in altri ambienti sonori morbidi e quasi ambient, prima che in Meno Rumore torni il pianoforte a placare gli istinti, ma anche a suggerire la possibilità di una pacificazione. Ma la coda strumentale del brano si rivela avventurosa ed esplorativa.

E’ soltanto un assaggio delle capacità di Vernise, ma questo ep si propone come un biglietto da visita particolarmente interessante: capacità di scrittura e di esecuzione, ma anche di struttura e di pensiero non conforme alla massa, sono in bella evidenza nei cinque brani di questo breve lavoro.

Genere musicale: r&b, synth pop

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