Year Of Taurus, “Topsoils”: recensione e streaming

Topsoils è l’album di esordio di Year of Taurus, progetto solista dell’abruzzese Matteo Dossena, compositore cantante e chitarrista degli Sherpa. L’album è una raccolta di brani composti tra il 2011 e il 2020, un insieme di ritagli e brani scartati nel tempo che, durante la reclusione causa lockdown tra marzo e maggio 2020, sono stati recuperati rivisitati e rivestiti da nuovi abiti sonori.

Topsoils parla di ricordi, della malinconia che si nasconde nelle trame del tempo, di amici e sentimenti che non esistono più; il tempo inghiotte tutto e le nostre vite scorrono troppo veloci per darci la possibilità di rifletterci. Le otto tracce contenute in Topsoils tentano di raccogliere tutto questo trasformandolo in un viaggio sonoro tra psichedelia pastorale e shoegaze.

Year of Taurus traccia per traccia

Brusio di fondo e poi un suono netto e sicuro che emerge: la quasi title track Topsoil cresce piano e poi si scompone in un morbido finale corale.

Wise Woman lavora in profondità con la chitarra e le risonanze, pescando poi sensazioni intime e meditative. Ritmo del drumming che dà sensazioni irregolari e accidentate.

Partenza molto morbida ma con qualcosa che si muove all’interno, per Fever, When I Was Young: infatti ne emergono evoluzioni chiaramente psichedeliche.

Giri concentrici quelli che fa la chitarra intorno a Linesight, sempre animata da un drumming visibile ed efficace.

Passo ragionato quello di Gate Goats, che mantiene il proprio incedere solenne in un’atmosfera piuttosto tranquilla.

Molto più inquieto e dettagliato il panorama di Tethered to the Stars, figlia di vagiti di chitarra che poi si allargano e si amplificano.

Sottovoce e sotto il pelo dell’acqua ecco Daddy, che ha un suono abbastanza 90s e tutta l’intenzione di costruire atmosfera e impatto senza fare eccessivo strepito.

Piedi nel lago è il brano ipnotico che chiude l’album, partendo da vagiti infantili e poi iniziando la propria danza circolare, con un testo italiano piuttosto ammantato di mistero, oltre che di organi vintage.

Disco sicuramente molto interessante quello firmato Year of Taurus, con un suono ben costruito ed elaborato con attenzione e qualche nostalgia. Le tendenze psichedeliche regalano livelli ulteriori senza assorbire tutta la forza e l’ispirazione di un progetto molto ben delineato.

Genere: psych rock

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