Sonny and The Stork, “Nihil difficile volenti”: recensione e streaming

Nihil Difficile Volenti è il nuovo album dei Sonny and The Stork, prodotto artisticamente da Livio Magnini (Bluvertigo) e distribuito da Pirames international. Il disco segna un passaggio verso la maturità per questo duo sperimentale che si era già fatto notare in passato, comparendo tra i vincitori del contest lanciato dai Marlene Kuntz, #mk302010 (2019).

Nihil difficile volenti tradotto dal latino significa “Nulla è arduo per colui che vuole”. Questo motto si addice bene ai Sonny & The Stork che, come altri musicisti indipendenti, stanno vivendo un momento difficile a causa dell‘epidemia.

Sonny and The Stork traccia per traccia

Partenza piuttosto graduale per il disco, con lo strumentale Le Big Bang che arriva piano e in modo piuttosto suggestivo. Si sale presto di giri e di potenza, con il drumming a prendere la propria fetta di attenzione e la chitarra che lascia il segno.

C’è un retrogusto che fa pensare al progressive italiano anni Settanta nelle note e soprattutto nel testo e nel cantato di Gioco a somma zero, piuttosto epico secondo brano.

Già presentata come singolo, A Scanner Darkly arriva poi con una certa veemenza e con il suo titolo che fa chiari riferimenti alla fantascienza di Philip K. Dick. Poca voce e per lo più diffusa a mo’ di strumento nella lentezza e regolarità de L’elenco delle bocche inutili.

Si torna a veleggiare alto e potente con La coperta di Linus, che sale di colpi anche stavolta gradualmente, tra qualche rimpianto e molte aspirazioni ascensionali.

Un po’ più jazz/math rock le atmosfere che circondano Erisimo, piuttosto irruente e molto intensa. Si viaggia di chitarre e di garage rock, sporco e cattivo, con La prima nozione di Euclide, anche se il cantato viaggia sempre verso l’alto.

Il disco si conclude negli spazi vasti e inquietanti di Virgulto – ENKIL, che muovono piano ma inesorabilmente verso le orbite infinite della psichedelia.

C’è tantissima sostanza sonora nelle traccie di questo lavoro di Sonny and the Stork, un viaggio con caratteristiche vintage ma fino a un certo punto, ricco anzi di spunti di lettura piuttosto contemporanei. Otto visioni del futuro articolate e avventurose, meritevoli di attenzione.

Genere: psych rock

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