10 brani per 10 sfumature: viaggio cromatico all’interno della scena indie

Del signor Uffa

Quello che vi proponiamo oggi è un viaggio nei nomi più interessanti della scena indie underground, testi rigorosamente in italiano e un arcobaleno di emozioni che va dal nero, profondo e notturno, al viola dei lividi che ci lasciamo, quel particolare bordeaux del tuo vestito che è l'ultima cosa che ricorderò che è l'ultima cosa che ricorderò di te. Da Leanò a Giorgio Poi, ecco 10 sfumature musicali che non dovreste lasciarvi sfuggire per nessun motivo al mondo.

(bordeaux) Andrea Muccin – Vestito Bordeaux

Quello di Andrea Muccin è un it-pop di quelli che se ne sentono tanti in giro, di quelle it estive che suonano piuttosto vaghe, di sentimenti e sentimentalismi comuni, di amori non corrisposti e via così, il tutto su un tappeto di tastierine andanti e una voce filtrata. Ma quella di Vestito Bordeaux è una versione più pura, più nuova, più sentita e incredibilmente più banale e per questo diretta ed efficace: la storia di una relazione, di quando tutto andava bene, e di quando bastava un sorriso e un vestito Bordeaux (che fa ridere con Marilyn Monroe) a fare la felicità del protagonista.

(viola) Baryonyx – Quarzo

Duo di Livorno attivo da anni ma che singolo dopo singolo, dal 2018, sta sempre di più definendo una nuova identità a metà strada tra l'it-pop di ultima generazione e il rock anni Novanta. Quarzo è la storia di come si affronta la morte di una nonna che ora è in un altro pianeta a farsi vodka sulla spiaggia, di come si può diventare viola dalla vergogna, di come ci può perdere, di come si possa desiderare il corpo, astrale, dell'altra. Metafore su metafore che rendono una malinconia estrema incredibilmente chiara e diretta. Da non perdere.

(nero) Leanò – Notte

Leano è l'alterego di Eleonora Pisani, cantautrice milanese. Non scrive propriamente un brano su un colore (anche se le tinte sono decisamente dark) ma sulla notte, non sulla notte in generale, sul momento preciso in cui realizziamo di essere soli con noi stessi e basta, il momento più oscuro, intimo e nero. Leanò è una giovane promessa, nonché una delle voci femminili più potenti che abbiamo nella scena indie italiana, rara eccezione data da chi non ha paura di mettersi a nudo.

(nero) Kuadra – Trashlady

E in un nero diverso, ma pur sempre nero, ci addentriamo invece con l'ultimo singolo dei Kuadra dal titolo Trashlady, primo singolo di un nuovo album che vanterà la produzione artistica di Giulio Ragno Favero de Il Teatro Degli Orrori. Quella di Trashlady è la storia di una donna, con gli occhi neri, ai margini della società, che vive al buio, in nuovi angoli invisibili e i Kuadra ce lo raccontano violentemente, che in questa oscurità un po' ci sembra di ritrovarcisi.

(bianco) Giorgio Poi – Il Tuo Vestito Bianco

Giorgio Poi è uno di quelli che si possono amare e odiare per diversi motivi, per timbro nasale che o ci ricorda il nostro primo amore che voleva fare il cantante ma non ce la faceva così tanto, oppure lo troviamo insopportabile. Certo però che in questo brano, Giorgio Poi descrive un'apparizione, un ricordo che prende sempre più spazio rendendone la protagonista irriconoscibile, un vestito bianco che diventa simbolo di quei momenti, al cinema, perduti per sempre. Meraviglia.

(verde) I Giocattoli – Verde

E in qualche modo, una sensazione simile ce la lasciano anche i Diaframma con la loro Verde, che qui riportiamo nella versione dei più “indie” Giocattoli. Lei che era vestita di verde, ed era un tutt'uno con quella situazione, la benzina, le montagne, quelle parole che sembrano voler dire che sta finendo tutto, una volta per tutte. Un brano che speriamo di vedere nella colonna sonora della nuova stagione di The End Of The F******g World.

(blu) Joe D. Palma – 112

La notte, le corse in macchina. Questo brano, il nuovo singolo di questa band padovana tra le più interessanti in circolazione, ha il colore delle insegne luminose, blu, e dell'oscurità di una città abbandonata dove ci si ritrova quasi per caso, persi, e ci si ferma, per una canna, un'avventura estiva, la perdizione di settembre che poi ri-inizia tutto e si torna a lavorare. Un nuovo capitolo prima di un nuovo album fuori per La Clinica Dischi che si prospetta tra i più interessanti della scena. Da non perdere, se siete dei fattoni sognatori, con sempre l'estate addosso.

(viola) Apice – Lividi (feat. Elle)

Dopo le crepe, il cantautore adottato da Bologna, dedica un brano ai lividi, un viaggio nelle sfumature viola, rosse e infine giallo sbiaditi, quelli che ci ritroviamo dopo una notte di passione e morsi, che poi non vanno via. È sempre sorprendente come Apice riesca a scavare, con un raffinato pop d'autore, nell'animo umano, e nelle ferite comuni, universali, degli ascoltatori. Da tenere assolutamente d'occhio per il futuro, perchè questo ragazzo ci riserverà molte lacrime.

(sporco) Jesse The Faccio – Ostaggio

Quello di Jesse The Faccio è un album passato in sordina, che come tutti i progetti più significativi di un tempo sedimentano, ristagnano prima di venir notati, ed è proprio questo il caso. Jesse The Faccio è un nome che si fa strada singolo dopo singolo, intervista dopo intervista, e concerto dopo concerto, e riscoprendo quell'album che avevamo lasciato andare qualche mese fa ecco che si riscopre il brano Ostaggio, o anche la storia di quando siamo talmente sfortunati, in amore, nella vita, un po' in tutto, da sentirci sporchi, con addosso questa malasorte che ci bagna continuamente,

(blu) Baruffa – Rovigo

Rovigo dei Baruffa è un brano che ripercorre la nostra adolescenza, quella di concertini, autogestioni, primi amori, e corse in macchina su quella indimenticabile Punto blu, che non avrebbe potuto essere di nessun altro colore. Questo è un brano che parla di ricordi, quelli che non è possibile estirpare con il tempo e che rivivono tramite immagini. Dedicata a tutti quelli che ancora non hanno superato la morte della loro prima auto, di cui ricordano l'esatta tonalità di colore.

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