Pasquale Chirchiglia, 39 anni, arriva da Catanzaro ed è quasi psicologo (manca poco alla laurea). Quasinoi è il suo primo lavoro con il suo nome vero, ma scrive anche racconti e ha in arrivo il primo romanzo. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Vuoi raccontare la tua storia fin qui?

La mia storia inizia a 15 anni, quando mio padre mi insegna a suonare la chitarra (ovviamente con La canzone del sole…). Sin da subito ho sentito l’esigenza di esprimermi componendo qualcosa di mio. Chiaramente all’inizio ero molto “grezzo”, nelle musiche come nei testi. Con il tempo, mi sono affinato e ho iniziato crederci davvero.

Sotto lo pseudonimo di Christian Solenero ho avuto pure qualche esperienza importante, ma poi alcune vicissitudini artistiche e personali mi hanno fatto perdere fiducia in quello che facevo, al punto che per molti anni ho accantonato ogni progetto musicale.

C’era però una inquietudine di fondo, le canzoni premevano per uscire e reprimere questo istinto era sempre più doloroso. Alla fine, ho ripreso in mano chitarra e penna e ho ricominciato a comporre. E così è nato Quasinoi, il mio primo album, e non ho intenzione di fermarmi, perché i sogni vanno assecondati, non repressi.

Trovo un certo contrasto tra la musica dei tuoi brani, che è quasi sempre rock, e i testi che invece sono molto “morbidi”. Qual è il tuo metodo di lavoro?

Be’, mi ero un po’ stancato dello stereotipo per cui l’amore debba essere cantato in maniera melensa e quindi, da appassionato di musica rock, ho deciso di provare a dare una “scossa”, a raccontare l’amore in modo più energico, senza snaturarne il messaggio di fondo ovviamente.

Però amo le ballate rock, sia chiaro. Riguardo l’altro punto, non ho un vero e proprio metodo. A volte viene prima il testo e poi ci ricamo sopra la musica, altre volte accade il contrario. Sono un istintivo, è questa la verità. Però, questo posso dirlo con certezza, ho composto ogni mia singola canzone di notte.

Come nasce “Stai con me”?

Questa canzone nasce dall’incapacità di riuscire a dichiarare ciò che sentivo alla ragazza di cui ero innamorato. Pensavo a lei e avrei voluto dirle un sacco di cose. Mi trovavo a fantasticare, a scrivere pensieri su un quaderno. Senza neanche accorgermene ho iniziato a unire questi pensieri e alla fine, un po’ per caso, è nata Stai con me, che apre l’album e alla quale sono, per ovvi motivi, molto legato.

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali?

Essendo i miei genitori grandi appassionati di musica, ho avuto la fortuna di crescere ascoltando, sin da bambino, non solo le sigle dei cartoni animati, ma una selezione musicale che spaziava da Battisti ai Deep Purple, da De André ai Led Zeppelin, e potrei continuare per ore.

Entrando nello specifico, quindi in ciò che non solo mi piace, ma che magari può avermi influenzato in maniera più o meno consapevole, potrei citare Green Day, Smashing Pumpkins, Ash, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ligabue… Alla fine, quello che spero è di essere riuscito ad amalgamare le varie influenze in uno stile tutto mio e che la gente, ascoltando un mio brano, possa riconoscerlo dopo i primi accordi.

Sei quasi psicologo, scrivi racconti e romanzi… Qual è la strada che sceglierai?

Sì, mi rendo conto che siano tante cose, ma in certi casi possono essere complementari nella loro diversità. Se è vero infatti che i testi delle canzoni sono spesso “morbidi”, i racconti e i romanzi hanno un taglio molto più duro, arrivando a sfociare nell’horror in molti casi. Insomma, mezzi diversi mi permettono di esternare emozioni diverse.

In questo contesto, gli studi di psicologia non potevano che essere una naturale conseguenza, in quanto ogni volta che scrivo, cerco di esplorare l’animo umano in ogni sua forma, positiva o negativa che sia. Quindi la mia risposta è… ho intenzione di fare convivere tutto, perché rinunciare a qualcosa sarebbe come rinnegare una parte di me, di ciò che sono, e non voglio assolutamente che accada una cosa del genere

Pasquale Chirchiglia traccia per traccia

Si parla di sogni in un’energica e movimentata Stai con me, invito robusto e molto convinto.

I tuoi venerdì si costruisce con calma su una struttura di drumming molto robusta e rumorosa.

Un po’ più melodica e sentimentale, ecco Ancora una volta, che ha qualche idea abbastanza old style in senso rock’n’roll.

Domande senza risposta quelle contenuti all’interno di Che senso ha?, altro brano piuttosto energico. Si chiude con Pensami, forse il brano più intimo del disco.

Un lavoro ricco di contrasti, quello di Pasquale Chirchiglia, teso a trasmettere le emozioni del cantautore in forma che sta tra pop e rock.

Genere: rock-pop