18 febbraio 2014 – Qualcosa più di un’ossessione: in certo modo si può dire che tutta la carriera di Roger Waters sia stata orientata dalla morte del padre durante lo sbarco degli Alleati ad Anzio, il 18 febbraio 1944.

Nel settantesimo anniversario della scomparsa del padre, l’ex leader dei Pink Floyd ha visitato Anzio e Aprilia insieme alle autorità locali e a Harry Shindler, il veterano inglese che ha permesso di ricostruire questa pagina di storia e di svelare a Waters il luogo dove morì suo padre.

“Il Messaggero” riporta le parole di Waters, che ha dichiarato: «Sono fiero di mio padre. Ma sono fiero anche di tutto quello che hanno fatto i cittadini di Anzio e di Aprilia». «Se ora scriverò altre canzoni su mio padre? – ha continuato –  Sto realizzando un album, ma parlerò di altri padri e di altri figli del mondo».

Del resto ciò che non manca nella storia musicale di Waters sono le canzoni che parlano di guerra e del padre, in modo diretto o indiretto. Fin da “Corporal Clegg” su “A Saucerful of Secrets”, in cui racconta di un veterano che ha perso una gamba in guerra, passando per “When the Tigers Broke Free” che avrebbe dovuto far parte di “The Wall”, ma che fu respinta dagli altri membri della band perché troppo personale, fino all’intero “The Final Cut”.

Si può dire che la guerra e la perdita del padre siano al centro del “periodo classico” dei Pink Floyd, visto che anche pezzi come “Us and Them” parlano di guerra (“Gridò ‘Avanti!’, dalle retrovie, e la prima linea morì. Il Generale sedette, e le linee sulla mappa si mossero da una parte all’altra”).

Eric Fletcher Waters, nato nel 1913, figlio di un minatore e attivista del partito laburista, era un insegnante. Cattolico e comunista, guidava un’ambulanza ed era contro la guerra nei primi mesi del secondo conflitto mondiale. Ma quando i tedeschi bombardarono a tappeto l’Inghilterra cambiò idea, si arruolò nell’Ottavo fucilieri come ufficiale.

Roger aveva cinque mesi quando il padre morì. Roger e il fratello rimasero così con la madre Mary, anche lei insegnante, anche lei oggetto di qualche lirica del figlio, ma un po’ meno nostalgica, tipo “Mother” su “The Wall”.