Mammaliturchi, “Solo la tenerezza”: la recensione

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Solo la tenerezza è il nuovo album di Mammaliturchi, disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale per RC Waves. Anticipato dai singoli Alfredo / Una lingua a tua scelta e Melina / Tutto questo ti ucciderà, il nuovo album nasce dall’osservazione di ciò che finisce.

Situazioni e legami che si consumano e si svuotano, rimpicciolendosi fino quasi a sparire. All’inizio svanisce l’interesse, poi si affievolisce la lucidità e anche i ricordi iniziano a cedere: se ne vanno quelli più dolorosi e, poco alla volta, anche quelli felici. Insieme a loro si dissolvono la rabbia, l’urgenza di odiare e, forse, perfino quella di amare. Quello che resta è qualcosa di minimo ma essenziale: una forma di tenerezza nascosta, ma finalmente visibile.

Mammaliturchi traccia per traccia

Inconsapevolezza e coscienza del presente sono alla base di Forse era bello perché non sapevamo che ci saremmo annoiati tantissimo (titolo che una volta sarebbe stato perfetto per un film di Lina Wertmüller), che apre il disco con modi placidi e un’attitudine narrativa e anche cinematografica, in salsa vintage morbida ed estiva.

Stessa malinconia e stesse sonorità soft ma piuttosto dorate in Alfredo, che si avvale di qualche piccola dissonanza per deragliare morbidamente dal percorso. Pavoneggiamenti di vario genere fanno da sfondo a un brano singolare, curioso e un po’ lisergico.

Nonostante le peregrinazioni del cantautore (o forse proprio grazie a quelle) ci sono radici forti all’interno di Melina, cantata in lingua d’origine, ma espressa con modi tropicali, festosi ed elettronici.

Si torna a modi molto più tranquilli con Una lingua a tua scelta, brano alla ricerca di certezze e di felicità, probabilmente il primo episodio davvero “cantautorale” del disco, con un testo comunque singolare. Coda strumentale di jazz gentile e ondeggiante.

Sensazioni e tentazioni psichedeliche per Scenografia, che sale verso l’alto sospinta anche da cori femminili, giocando con percussioni e sensazioni. Arance di legno e altre cose finte caratterizzano un ritratto della contemporaneità.

Si viaggia molto sghembi in amorenegliangoli, che cambia voce ma non suoni e soprattutto non l’atteggiamento propenso a qualche piccola sorpresa. Sulla pancia si dipana come un duetto con Daniela Shejade, ad aggiungere qualche ulteriore tocco esotico, anche se si parla di quotidianità sottili e vicine.

Gridano i titoli in Essere bocca, che illustra ambizioni e cose tranquille, in un altro testo con qualche tratto surreale, ad andare di pari passo con suoni un po’ più funkeggianti, compresa una chitarra elettrica che dardeggia sul finale.

Torna a ballare Escondido, cantata in spagnolo ma anche molto movimentata, con momenti di tormenta alternati ad altri più tranquilli. Alla fine rimane Solo la tenerezza, in un altro passaggio psichedelico approfondito e storie scritte per farne un film “brillante e impegnato“, che spieghi che in fondo si è sbagliato tutto.

Si parte da una frase siciliana in Tutto questo ti ucciderà, curioso canto finale (che in qualche modo fa pensare a una certa tribalità moderna, alla Iosonouncane):

Immerso in suoni gentili e decisamente vintage, Mammaliturchi sembra elargire le sue canzoni con una certa ipnotica serenità. Anche quando i versi cantati sono un po’ più dolorosi, c’è sempre una calma naturale e quasi filosofica nei suoni a controbilanciare.

Ma non c’è distacco, nessuna presa di distanza: al massimo un po’ di timidezza e di ritrosia, ma anche un’onda empatica che si trasmette attraverso suoni sempre caldi e presenti. E man mano che ci si inoltra nel disco ci si accorge anche della creatività sonora che è sempre più presente e importante, in un disco che riesce a colpire spesso e molto bene.

Chi è Mammaliturchi

Mammaliturchi è Alfredo De Luca, cantautore classe ’92, forse romano, forse siciliano o magari nessuna delle due. Dopo un’infanzia apolide tra Italia e Turchia, si trasferisce a Roma dove inizia a suonare in diverse formazioni. Nel 2018 si stabilisce a Santiago del Cile e inizia ad esibirsi con live set di musica elettronica e comincia a scrivere e registrare le sue prime canzoni, mentre approfondisce la conoscenza dei maestri della musica italiana e si appassiona al rock argentino/cileno.

Nel 2020 fa ritorno in Italia dove, parallelamente alla sua professione di scenografo, registra e produce il suo primo album Marsa. Quattro anni dopo, i singoli Alfredo / Una lingua a tua scelta e Melina / Tutto questo ti ucciderà anticipano l’album Solo la tenerezza.

Genere musicale: cantautore, alternative

Se ti piace ascolta anche: Amalfitano

Pagina Instagram Mammaliturchi

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