L’Appeso: un progetto che cerca di rimanere coerente

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In Viaggio Vol. 1 è l’album di debutto di l’Appeso. Undici canzoni di musica elettronica – ambient che rappresentano un viaggio attraverso i Tarocchi. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

In Viaggio Vol. 1 è il tuo album di debutto. Che emozione provi nel pubblicare finalmente questo progetto?

L’emozione c’è, ed è legata soprattutto alla soddisfazione per un progetto che ha richiesto del tempo per essere sviluppato a dovere, e che finalmente si apre al mondo. Adesso che vedo l’album fuori, e iniziano ad arrivare recensioni e interviste, da un lato tiro un sospiro di sollievo (della serie: missione compiuta!), dall’altro sento la responsabilità di cercare di far crescere al meglio l’intero progetto, che non vuole essere un’esperienza “mordi e fuggi”, ma una proposta capace di consolidarsi nel tempo. 

Perché hai scelto i Tarocchi come filo conduttore dell’intero disco?

Per me i Tarocchi  sono un patrimonio collettivo che va conosciuto a fondo, perché se ben usati sono in grado di aiutarci a crescere in consapevolezza come esseri umani. 

Non c’è però un motivo razionale dietro la scelta di costruirci sopra un disco: ho solo avuto l’intuizione, a un certo punto, di provare a creare un discorso coerente sul piano musicale che fosse direttamente influenzato dall’energia del Tarot. 

Ciascuna carta è abbastanza densa di significati da poter essere interpretata in musica in modo autonomo, e questo mi ha aiutato. 

Peraltro penso che il periodo attuale possa premiare un’impresa di questo tipo: nell’epoca dello scrolling compulsivo e dell’attenzione azzerata, un progetto che cerca di rimanere coerente, applicando una narrazione simbolicamente suggestiva, può attirare maggiormente la curiosità del pubblico rispetto a una proposta musicale più indefinita.

Ogni brano è ispirato a un Arcano Maggiore. Qual è stata la carta più difficile da trasformare in musica e perché?

Ogni pezzo è stato facile e difficile allo stesso tempo, perché se da un lato ho affrontato questa sfida con entusiasmo, buttandomi a capofitto nella scrittura, dall’altro una vocina interiore mi diceva: “ma è abbastanza fedele alla carta che lo ispira?”.

Forse il brano più difficile, tutto sommato, è stato comunque Le Mat En Marche, ispirato dal Matto, che apre il disco. Non perché sia stato difficile scrivere la musica, ma perché la carta del matto è talmente multiforme e sfaccettata che avrei potuto utilizzare qualsiasi genere possibile per interpretarla. Alla fine ho puntato su una sorta di intro lunga dal sapore dark ambient, che trasmettesse la sensazione di qualcosa di ancora indefinito, vagamente tratteggiato, che non indica ancora una direzione precisa. 

Teodora è stato il primo singolo e rappresenta l’Imperatrice. Perché hai scelto proprio questo brano come apripista dell’album?

E’ stato tra i primi brani che ho scritto in assoluto nell’ambito dell’Appeso, in una fase embrionale nella quale c’eravamo solo io, la mia camera da letto e il computer. Con il passare del tempo ho sviluppato sia il brano che l’intero progetto, affinando il suo potenziale. Inoltre è stato anche il primo pezzo sul quale abbiamo lavorato col mio produttore ed editore, Andrea Duranti. Insomma, Teodora aveva tutte le carte in regola per fare anche da rompighiaccio del progetto!

Hai collaborato con Mirko Ceccarelli, Elena Abd El e Caterina Contardi. Cosa hanno portato di speciale al progetto e come avete lavorato insieme?

Nella fase di sviluppo dell’Appeso mi sono accorto di avere urgente bisogno di cantanti capaci, che dessero linfa alla mia proposta.

Mi sono messo alla ricerca di collaboratori sia col passaparola tra amici – che mi ha permesso di conoscere Caterina – sia online, dove ho “agganciato” Mirko ed Elena. Mirko è stato ed è una presenza importante per il progetto, perché ha interpretato tutti i brani “maschili” e ha anche contribuito in maniera importante alla stesura dei testi, insieme alla sua fidanzata Anna Cucchi. 

Caterina ha interpretato Teodora, dando anche un contributo all’arrangiamento delle parti vocali con i cori riempitivi, conferendo molta personalità al brano. 

Elena, che quando ho conosciuto era impegnata a teatro con un musical, ha avuto un ruolo un po’ diverso: si è occupata dei vocalizzi “arabeggianti” in Juno – per fare i quali si è un po’ studiata quel tipo di musica – e dei ritornelli e dei cori di La Scelta, cantati in inglese, facendo da contrappunto linguistico a Mirko. 

Se dovessi descrivere In Viaggio Vol. 1 con una sola carta dei Tarocchi, quale sceglieresti e perché?

Indubbiamente con la carta del Bagatto! La prima carta del mazzo, o quanto meno la prima numerata se si esclude il Matto, è quella del mago principiante all’opera davanti al suo tavolino, impegnato con la fase iniziale del suo percorso di ricerca, che lo porta a confrontarsi con il mondo, oltre che con sé stesso. E’ decisamente la carta giusta!

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