Giovedì 30 luglio ha inizio la parte più internazionale del Lilith Festival, la manifestazione genovese di cui ci stiamo occupando spesso su queste pagine in questi giorni. La XV edizione del nobilissimo evento, che è impegnato da sempre a promuovere il talento femminile e a provare a “pareggiare” almeno in parte le opportunità offrendo un palco all’indiscutibile ondata di artiste di grandissima qualità che si stanno facendo largo sotto questi cieli, potrà contare la prima sera su Mille, che abbiamo intervistato qualche giorno fa.
Ad aprire per lei ci saranno due cantautrici genovesi doc: Lobina, di cui capita spesso di parlare qui su TRAKS, e Lucilla e la Vie on the road, che abbiamo deciso di presentare con questa intervista.
Ciao Lucilla, ci racconti come si parte dal busking per le strade di Genova e si arriva al palco del Lilith?
Ciao! È una storia un po’ lunga: il busking è stata una necessità, dopo la laurea in logopedia ho vissuto una crisi e sono andata via di casa, senza sapere bene come avrei fatto ma con la chiara idea di voler puntare sulla musica. Di locali dove suonare ce ne erano pochi (anche se più di adesso), e bisognava pagare l’affitto.
Con il mio chitarrista dell’epoca avevamo iniziato a farlo per gioco, e poi ci siamo resi conto che in quegli anni ancora non lo facevano in molti, così abbiamo iniziato a farlo più spesso, poi abbiamo comprato la cassa da strada, si sono aggiunti gli altri membri del gruppo con cui abbiamo registrato il primo album, e abbiamo girato tanto anche fuori Genova.
Poi c’è stato il Tenco, i concorsi, e un’altra marea di cose, ma stiamo parlando di più di 10 anni fa, non so se posso raccontarti tutta la storia! Negli ultimi anni ho smesso di suonare in strada, o quanto meno lo faccio per divertimento adesso, e sono stata un po’ distante dalla vita musicale. L’anno scorso abbiamo partecipato alle date del Chiostro del Lilith, i pezzi nuovi sono piaciuti, anche grazie ai musicisti bravissimi che mi hanno aiutato ad arrangiarli, e ora eccoci qua.
Essendo genovese immagino tu conosca bene il Festival: che tipo di emozione rappresenta per te?
Facendo una vita molto ritirata e uscendo molto poco, lo conosco meno di quel che vorrei, ma è un evento musicale davvero importante. Mi ha fatto conoscere artisti a cui mi sono affezionata, ho partecipato da spettatrice ed è sempre bello assistere a concerti organizzati con cura da chi la musica la fa e la ama: le location, l’attenzione per la qualità del suono, l’atmosfera intima ma anche il grande palco.
Da musicista mi ha regalato delle cose bellissime, sia sul palco in quanto ci si confronta sempre con dei bravi professionisti del reparto tecnico e dell’organizzazione di eventi, sia a livello artistico e umano: non suonavo da un po’ in un contesto così bello (se non siete ancora stati al Chiostro: cosa state aspettando?) e sono stata tanto fuori dal giro musicale, quindi che ci sia stato un apprezzamento del lavoro che abbiamo fatto sul nuovo materiale mi ha fatto piacere e mi ha fatto un po’ bene all’anima in un momento in cui, a dirla tutta, ne avevo proprio bisogno.
Aprirai per Mille nella prima serata a Villa Bombrini. Che ne pensi della cantautrice romana? E che cos’hai in comune con lei?
In modo un po’ buffo avevo scoperto Mille perché vidi un’anteprima di alcune immagini del video di Sì Signorina. Stavo con un ragazzo che faceva l’operatore e aveva partecipato alle riprese del video. Così l’ascoltai per la prima volta e il pezzo mi piacque moltissimo. Le vibe retrò mi sono sempre piaciute, mi ricorda la Bertè, Mia Martini, artiste che ho sempre apprezzato e ascoltato.
Anni dopo trovarsi ad aprire un suo concerto è stranissimo: se me lo avessero detto mentre guardavo il suo video per la prima volta non ci avrei scommesso su. Direi che artisticamente siamo molto diverse, non facciamo generi simili, quindi non ti saprei dire che cosa abbiamo in comune. A sentire la carica che ha, spero la grinta.
Alle tue spalle hai anche un’esperienza ad Amici: che cosa ti ha lasciato? La rifaresti?
Questo non è un argomento di cui parlo volentieri. Non è stata una bella esperienza, almeno per me. Anni prima avevo fatto il provino di X Factor e mi ero ripromessa, dopo la brutta esperienza, di non partecipare mai più a un talent. Dopo l’uscita del primo disco mi hanno contattata loro, e dopo un paio di mesi di indecisione ho capito che avrei rimpianto di non averci provato.
L’esperienza ha sancito per sempre la fine del mio legame con la televisione, o almeno quel tipo di televisione. Non credo di essere la persona adatta a quell’ambiente, sicuramente non lo rifarei.
Mi ha fatto sorridere una tua affermazione in un’intervista in cui hai detto che eri ispirata dal sound tipo Dua Lipa e Sia, hai provato a fare musica con il pc, ma non lo sai usare e così ti sei detta: sono una musicista, torno agli strumenti…
Sono contenta di averti fatto sorridere! Ho scoperto poi semplicemente che c’è una figura meravigliosa che si chiama produttore. In realtà lo sapevo già ma ho sempre fatto fatica a trovare qualcuno che entrasse nella mia ottica artistica e che capisse quello che volevo.
Ora che ho trovato questo nella figura di Simone Carbone, con il quale sto lavorando ai singoli in prossima uscita, spero di tornare presto al sogno di diventare la Sia italiana, purtroppo oltre che produrli poi i pezzi bisogna anche saperli scrivere bene come Sia! Per il momento mi limito a produrre tutto il materiale accumulato negli ultimi dieci anni, quando avrò finito quello poi vediamo cosa si può fare!
Anche diventare una musicista un po’ migliore a livello tecnico comunque non mi spiacerebbe, né imparare effettivamente a produrre i pezzi… ma le giornate continuano imperterrite e testarde a durare solo 24 ore, per cui dobbiamo accontentarci di fare quello che possiamo con quello che abbiamo. E poi farlo insieme a qualcun altro è sempre bello, la musica rimane per me un’azione collettiva, lo è sempre stata.
Ci racconti che cos’hai in preparazione a livello discografico? E dove ti potremo vedere dal vivo post Lilith?
A settembre dovrebbe uscire il mio prossimo singolo, Donna di Vetro, e successivamente un altro singolo prima dell’album, sempre giornate di 24 ore permettendo. Dal vivo per il momento abbiamo qualche evento privato e underground, ma mi sto muovendo in un po’ di direzioni e spero di poter dire presto qualcosa di più! L’anno prossimo spero di uscire con l’album in cui ci saranno anche i due singoli sopracitati, sarà un concept dal titolo Dal vangelo secondo mio padre.
Lilith Festival 2026
A Villa Durazzo-Bombrini di Genova Cornigliano
Giovedì 30 luglio: Mille; in apertura: Lucilla e la Vie on the Road, Lobina
Venerdì 31 luglio: Beth Orton (esclusiva nazionale); in apertura: Roberta Barabino, Irene Manca
Sabato 1° agosto: Sarafine; in apertura: Gama, Doolia
Domenica 2 agosto: Lilith Revolution
Sabato 8 agosto: Anna von Hausswolff; in apertura: Blu Mamuth, Charlie Risso
Biglietti su DICE
Pagina Instagram Lucilla e la Vie on the Road
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