Eugenio in Via di Gioia, “N OI”: la recensione

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Eugenio in Via di Gioia, “N OI”: la recensione

Si intitola N OI il nuovo ep degli Eugenio in Via di Gioia, come sempre in vena di enigmi. Un anno dopo L’amore è tutto, il quartetto torinese impacchetta sei brani tra cui Baciamoci, e fa il punto della situazione, in attesa presumibile di tour e nuovi album.

Qualcuno leggerà n 01, un nuovo inizio, qualcuno penserà a un errore di battitura, qualcun altro si limiterà semplicemente a leggere noi. E forse è proprio nella sospensione e nella resa di fronte al voler cercare a tutti i costi un significato, che si trova il senso di questo nuovo capitolo insieme

Eugenio in Via di Gioia traccia per traccia

Si parte allegri con Come si fa, che è un gioioso modo di confrontarsi con le aspettative del mondo e della vita: “A cantare/quando vorresti morire/come si fa?“. Il pezzo si muove tra echi che fanno pensare un po’ a Jova e un po’ ai Pinguini, ma del resto il terreno di coltura della band è (anche) quello. Si finisce tra handclap e coretti.

Tutt’altro umore quello di Due gocce d’acqua, che mostra tutti i lati più profondi e malinconici del gruppo torinese. Ballatona quasi sanremese, con un ritornello che si allarga progressivamente.

Già pubblicata da qualche settimana, ecco Ciao bella Italia, che fa cantare anche al Piccolo Coro dell’Antoniano una canzone apparentemente felice, in realtà piuttosto critico su tutta una serie di caratteristiche del vivere italiano: “Terra di poeti/di parcheggiatori/santi e analfabeti“. Soprattutto analfabeti, ultimamente.

L’alternanza fra gioia e tristezza trova un episodio ulteriore con Ci manchiamo da una vita, altra ballad che celebra i giorni più tristi con in macchina Battisti. La nostalgia si impadronisce di un brano semplice e morbido, ma con una certa quota di struggimento.

Sasso scombina un po’ la sequenza con un mid-tempo dolceamaro, con qualche contrasto e aspirazioni ascendenti. Rime e allitterazioni per esprimere l’invidia per il sasso, che alla fine è solo un sasso. La scrittura della band torinese qui esprime la parte migliore delle proprie caratteristiche, giocosa ma emozionale e sincera.

Già molto nota, Baciamoci chiude l’ep con il suo passo ritmato e con il suo invito a cantare male, a innamorarsi e a baciarsi, in vista di una vita semplice e piena di sogni. Finché dura, ovvio. “Sei bella quando combatti/e pure quando ti arrendi“: il talento pop eugeniesco al proprio top.

Uno step e non una pietra miliare, il nuovo ep degli Eugenio in Via di Gioia offre comunque un ottimo spaccato delle capacità generali della band, ma anche una fotografia efficace del momento: c’è molto pop, declinato in maniera più semplice rispetto al passato, con il fine esplicito di arrivare prima e meglio al pubblico, magari accogliendo nel contempo una maturità che piano piano sta arrivando.