Bazaar, “A Ride”: la recensione

Bazaar, “A Ride”: la recensione

C’è un termine che fa riferimento alla narrazione di uno spaccato quotidiano della vita di tutti i giorni: “Slice of life”. È la glorificazione della vita umana, dei suoi conflitti e delle sue contraddizioni. In questo A Ride, l’album di esordio dei Bazaar può considerarsi un album “slice of life”. Pubblicato per Factory Flaws e prodotto da Marco Degli Esposti e Claudio Adamo, si tratta di un progetto di dieci brani dove musica, voce e testo raccontano l’ansia del presente attraverso melodie post-punk e hardcore. 

Bazaar traccia per traccia

Procedendo con la descrizione dei brani, l’incipit di Five PM apre le danze al progetto artistico della band bolognese. Inizia come un pezzo con una batteria dirompente, incontrando poi generi diversi (si nota anche un accenno al rockabilly) 

I am the monster, il primo singolo pubblicato l’8 maggio, ha un ritmo veloce e suono ruvido. Parte subito forte e non molla mai. Pezzo post punk molto movimentato, proprio come la psiche umana, aggrappata alle sue certezze. Il problema nasce quando queste crollano. È in quei casi che vediamo allo specchio il mostro dentro di noi. 

Mentre i primi due brani rappresentano l’anima rock dei Bazaar, Headache, pubblicato il 4 settembre come terzo singolo, è il lamento di chi ha mal di testa e vorrebbe comunque fare qualcosa, con l’impazienza di un bambino. Qui la musica è più graffiata e meno punk, tendente ai primi Pixies, forse. 

In our neighborhood porta la corsa sotto casa, per oltre quattro minuti. Di fronte ad una chitarra che strizza l’occhio ai Joy Division, la melodia della voce di Agnese Finelli pare una richiesta di aiuto. 

Pigsty si porta il disordine già nel titolo. Questo è un pezzo molto post punk, dalle sfumature new wave avendo un basso preponderante. Nella seconda parte del brano la cantante Agnese Finelli gioca con la sua voce, portando l’ascoltatore nei meandri del disco. 

In Text message si guarda alla comunicazione digitale e alle difficoltà del suo utilizzo. Siamo entrati qui nella seconda metà del disco. Il brano è diviso in sezioni ben distinte: le strofe, particolari e originali, e i ritornelli in cui si sente una raffinata melodia. 

Raymond, secondo singolo uscito il 19 giugno, si ispira liberamente al racconto Cattedrale di Raymond Carver: come nel racconto in cui un uomo deluso e senza sogni ritrova una via alla vita tramite un cieco a cui descriverà il mondo. Qui infatti la voce è principalmente in parlato, come per dirci che la musica, proprio come la parola per Carver, può essere una via di redenzione. 

Honey torna su un frammento di vita quotidiana. Si tratta di un brano caotico, veloce e sincopato, mentre By the lake sposta lo sguardo verso l’ambiente esterno. Qui è presente una parte di chitarra acustica molto affascinante e veloce, che ricorda un po’ i Silversun Pickups, cedendo poi il posto ai sintetizzatori che tanto si possono apprezzare di quest’album. 

Chiude And the seed never grows into a plant, che in realtà non chiude nulla ma lascia aperto un percorso nuovo e un progetto artistico da ascoltare dal vivo.

Tra le vie di Bologna, la città in cui i Bazaarsi sono incontrati e si sono uniti, A Ride è un progetto coraggioso. Si tratta di un album cantato interamente in inglese, come i canoni dei generi hardcore e post-punk richiedono. A livello tecnico, sopra chitarre affilate e una ritmica che tiene il passo, la voce di Agnese mantiene una calma apparente anche quando alza il volume. Il disco, per ora solo digitale, si attraversa come una città vista dal finestrino di un autobus notturno. 

Chi sono i Bazaar 

Uniti dalla città di Bologna Agnese Finelli, Carlo Cornacchia, Flavio Martinelli e Francesco Venturini hanno dato il via ad un progetto musicale versatile e deciso. Come dicono loro: “Bazaar si alimenta principalmente di post-punk, attraversandone le declinazioni, per vomitare una visione del mondo disillusa e magnetica. Le influenze anni ‘90 e le più recenti correnti UK vengono digerite per dare vita a un marasma sonoro, guidato da una voce sospesa sui tempi che corrono” 

Dopo tre date a Pesaro, Bologna e Arezzo, i Bazaar suoneranno il loro nuovo disco il 7 novembre a Castiglione delle Stiviere (MN), il 27 novembre a Macerata, il 28 novembre a Roma, chiudendo il tour d’esordio a Genova il 5 dicembre.