Alfiero: intervista, recensione e streaming


Il 25 giugno 2018 è uscito il primo album di Alfiero, dal titolo Arancione. Dieci tracce autobiografiche che ripercorrono la vita del cantautore pontino. L’album è stato registrato presso il TendaRossa Studio di Elia Scandozza. Hanno suonato Igino Tucci le chitarre elettriche e classica, Alessandro Annarelli il basso, Elia Scandozza la batteria, Tiziano Tornesi le tastiere e Andrea Alfiero le chitarre acustiche e la tastiera in “Ogni cm”.

Vuoi raccontare la tua storia fin qui?

Raccontare la mia storia in poche righe sarebbe frustrante, significherebbe che nella vita ho fatto davvero poche cose. Per fortuna credo che non sia andata così.. ho sempre scritto in musica i miei pensieri, le mie giornate, le cose buffe e le mie tristezze, fino a che ho deciso insieme a dei bravi ragazzi di incidere le mie ultime canzoni e di darle in pasto ai leoni. Credo che la mia storia si possa ripercorrere ascoltando l'album per intero.

Come sono andate le lavorazioni del tuo disco? Hai qualche aneddoto da raccontare?

La lavorazione del disco è avvenuta grazie a Elia Scandozza che ha messo a disposizione il suo studio, il TendaRossa. Non è l'unica persona a cui devo dire grazie... c'è anche Igino Tucci, che ha fatto vibrare le corde della sua chitarra e ad Alessandro Annarelli che ha messo a disposizione la sua bravura nel suonare il basso.

Di aneddoti simpatici da raccontare ce ne sono tanti... Potrei citare le blatte, i lavori dei palazzi attorno, gli strumenti trovati per caso e usati per registrare, le chiavi della mia macchina. Insomma sono stati mesi intensi e piacevoli.

Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali in assoluto?

Non ci sono dei veri punti di riferimento musicali. Ascolto un po' di tutto, ogni genere. Ho ascoltato molta musica italiana, dai classici cantautori (De Gregori, Dalla, Guccini) ai cantautori più moderni (Moro, Cremonini, Motta, Brunori Sas). Mi piace ascoltare musica nuova, il panorama indie è pieno di cose belle.

Come nasce la canzone e l’idea di comprare la casa di Massimo Boldi?

Questa canzone nasce dalla voglia di raccontare che ormai si deve correre, bruciare le tappe, bisogna agire senza pensare e soprattutto bisogna fare soldi. La società moderna ci porta a essere frenetici a non goderci più la pazienza di aspettare e di conquistare le cose un passo alla volta.

In tanti appena vanno a vivere da soli vogliono avere una casa splendida, pronta, con tutte le comodità. E qui entra Massimo Boldi... chi vorrebbe comprarsi una delle sue case arredate, piene di comfort e pronte a ospitare anche dei figli?

Il disco è uscito da pochissimo. Hai già in programma qualche data? Come ti presenterai dal vivo?

Ci sono delle serate in programma, il 14 luglio saremo a Roma per un format chiamato Piccoli Concerti, il 20 luglio a Latina per Contenuti Speciali, il 10 agosto saremo a Terracina allo stabilimento Bahia e il 24 agosto al Sirenella sempre a Terracina. Nella maggior parte delle occasioni sarò accompagnato dalla mia band. Elia Scandozza alla batteria, Alessandro Annarelli al basso e Igino Tucci alla chitarra.

Alfiero traccia per traccia

Si allunga su note da cantautore la molto narrativa Riposa su di me. L’apertura del disco vuole essere suggestiva almeno quanto è descrittiva È arrivato Christian, secondo brano decisamente più rock e con qualche capacità ironica dispiegata nel percorso.

Elemento da non sottovalutare invece si veste da ballad, seppure con sonorità elettriche da dispensare. Esigenze immobiliari e rock si insinuano ne La casa di Massimo Boldi. Che ha qualcosa di Battisti (sarà il giro di basso sul bridge) e molte aspirazioni economiche.

C’è molta tristezza nella storia di Alfredo, narrata con modi per lo più intensi e melodici. Cambiamenti per una “lei” al centro di Per lei, altro pezzo soft.

In generale se la prende con il conformismo, voce e chitarra e qualche proclama. Un anno in più parla di compleanni passati, con una certa vivacità e verve molto pop.

Voglie di fuga, però non troppo struggenti, nella tranquilla Low Cost. Si chiude con la title track, Arancione, che scivola verso il finale su ritmi molto ragionati.

Un album dai contorni spesso intimi e introspettivi, ma anche con molta voglia di raccontare, quello di Alfiero. Con spunti anche divertenti e qualche sprazzo di fantasia.

Genere: cantautore, rock

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