Altre di B, “Sdeng”: recensione e streaming

Sdeng è il quarto disco delle ALTRE DI B ed esce per Costello’s Records e We Were Never Being Boring dopo esser stato anticipato dai singoli DiagramPeacockGreen Tea TiramisùIt’s So Cool9-5erMommy e Lungomare, ultimo brano pubblicato che vede il featuring de Lo Stato Sociale.

Un album dalle tante anime per un progetto musicale dall’attitudine polarizzante e dagli svariati interessi – dallo sport alla street art – che ha da sempre fatto della sua energia e di un immaginario ricco di stimoli e passioni la sua arma in più. Dal jangle pop, al twee, passando per l’indie-rock più classico e il pop-punk / powerpop da amore al primo ascolto, le ALTRE DI B con SDENG danno spazio al meglio del loro repertorio frutto di 14 anni di presenza sulla scena musicale indipendente italiana.

Per farlo, come successo per tutte le produzioni della loro carriera, sono passati dall’ennesimo trasloco, che ha visto questa volta la band spostarsi dalla città alla campagna, per stabilire il proprio quartier generale all’interno di un ex granaio e lasciare che la natura – compreso il pavone presente nel cortile del casale che non ha perso un quarto dei nuovi brani dei felsinei – facesse il suo corso.

Altre di B traccia per traccia

Un giro di chitarra fresco e punkettino contraddistingue Green Tea Tiramisu e l’apertura dell’album. Si procede raccontando di Peacock, con un passo controllato e diverse sfumature elettriche.

C’è un che di giungla all’interno di Diagram, un po’ Johnny Clegg & Savuka e un po’ Madagascar, nel senso del film d’animazione. Un ritmo proropomente e giochi di synth si intersecano con una vitalità molto rigogliosa.

Cantato in italiano quello di Lungomare, in featuring con Lo Stato Sociale, quasi una bossa nova tra citazioni (Baby Gate era il primo pseudonimo usato da Mina a inizio carriera). Anche qui il drumming è molto vivido e pieno, ma le tinte sono piuttosto oscure.

Tra rockabilly e punk, It’s so Cool arriva a mettere un po’ di elettricità e molta energia in circolo, cambiando scenario rispetto ai brani precedenti. Ecco poi 9-5er, curiosa e un po’ british nelle scelte sonore, con incisi di natura differente, come per raccontare una storia con svolte di trama.

Atmosfere più tranquille e leggermente malinconiche quelle che si incontrano in It’s a cloudy day in San Francisco, canzone californiana ma fino a un certo punto, con qualche colpo di chitarra a sottolineare i passaggi.

Si procede con cautela all’interno di Mommy, che va avanti per ipotesi e si appoggia su bassi morbidi e rimbalzanti. Giochi di chitarra e ritmi intensi per FAQ, risposte a domande frequenti tutte orchestrati su piani di power pop.

Their Awesome Mixtape chiude il discorso con atmosfere blueseggianti, quasi jazz, con molta notte e molti fiati, qualche idea vintage e una modo intelligente di miscelare tutto.

Sempre interessanti e originali le scelte, soprattutto sonore, degli Altre di B, che procedono a costruirsi, ormai da anni, un mondo tutto loro, che prevede intersezioni e interventi sul resto della realtà, anche molti sogni autonomi. Anche questo disco risulta piacevole e convincente, forte di canzoni vere e divertenti, che vanno a canestro molto più facilmente di quanto copertina e titolo dell’album non dicano.

Genere musicale: power pop

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