Ananasnna, “Veloci come in 500”: recensione e streaming

Si chiama Veloci come in 500 il nuovo disco degli Ananasnna. Il quintetto nasce dall’idea di Manuel Volpe (Studio Rubedo) di realizzare delle recording jam con musicisti che non avessero mai suonato insieme prima. Da un successivo spunto del compositore Stefano Risso deriva l’atipico ensemble selezionato per la registrazione: due batterie, due sax, un basso.

Incontrandosi per la prima volta, strumenti alla mano, il leitmotiv della session divenne presto quello di superare la simmetria dei due musicisti che suonano lo stesso identico strumento per creare, tutti insieme, l’illusione di un singolo musicista ma con il doppio delle possibilità. Da qui Ananasnna, il doppio del “quasipalindromo” riassunto in un nome ispirato a uno sketch del comic artist Sio Scottecs, e la sfida di incidere un album completo nello spazio limitato di quelle 48 ore a disposizione. Un giorno per comporre. Un giorno per registrare.

Il risultato è Veloci come in 500, disco di debutto in uscita per Auand Records in formato fisico e digitale. La release è stata anticipata dalla pubblicazione del singolo d’anteprima Scatta il rosso il 1° gennaio 2021. Insieme all’album, arriva anche il primo videoclip ufficiale: registrato anch’esso durante la recording session, il video di “Peso a valle” è un montaggio di momenti rubati e presenta i musicisti in fase compositiva.

Ananasnna traccia per traccia

Si parte dai sax e dai bassi di Scatta il rosso, traccia introduttiva del disco. Una frase ripetuta a loop presiede un brano che, insieme alle ispirazioni jazz, inserisce anche un po’ di swing, di notte, di città metropolitana.

Molte più dissonanze quelle che si collezionano all’interno di Peso a valle, che conta anche su ritmo continuo e piuttosto tagliente.

Spariglio ha un andamento sinuoso ma ricco di sorprese, tutto giocato in atmosfere ricche di oscurità ma con lampi improvvisi dei sax.

Atmosfere più intime, a dispetto della battutaccia del titolo, quelle suggerite da Tu di là io DC Comics. Dopo la calma iniziale il pezzo cresce quasi incontrollato a dimensioni e volumi molto corposi.

Umore notturno e quasi funebre quello che traspare da ZeroCalorie, che assiste a rimbalzi del drumming mentre i sax celebrano le proprie frasi.

Poi si parte in scalata per Il Gran San Bernardo, con un groove sotterraneo ma continuo e una batteria discreta e appuntita.

Un’ascesa verticale, quella compiuta dai fiati di Le assurdiSio, piuttosto minimal nella propria espressione complessiva. Divagazioni con un certo grado di libertà quelle di Arearitroso, il brano più breve dell’album.

Si chiude con XXXNem_o, lungo finale che serpeggia piano, crescendo quasi un suono per volta. I piccoli movimenti sotterranei prendono pian piano corpo e vita, per celebrare un finale

Se l’affiatamento doveva essere un problema per gli Ananasnna, visto l’esperimento di mettere accanto persone che non avevano mai suonato insieme, non lo si avverte.

Il disco invece suona fluido e intenso, capace di tensioni e di scioglimenti, di avvolgere e di accarezzare, ma anche di far muovere su ritmi movimentati.

Genere: jazz

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