Bodah, “Nessun incubo per il sole”: recensione e streaming

Nessun incubo per il sole è il disco d’esordio di Bodah: Marco Meledandri, autore e compositore dell’album, un viaggio onirico, dal sapore lisergico, di sei tappe sonore che conducono l’ascoltatore lungo un cammino emozionale illuminato di tinte differenti.

Nessun incubo per il Sole è stato scritto e composto da Marco Meledandri. Registrato da Marco Meledandri e Maurizio Leonardi.
Le batterie sono state riprese presso il REH Project Studio del MAT Laboratorio Urbano di Terlizzi (BA) da Dario Tatoli. Le voci sono state riprese presso lo Spider Tower Studio di Londra da Marialessia Dell’Acqua. Mixato e masterizzato da Dario Tatoli presso il REH Project Studio. L’opera in copertina è di Rossella Mercedes. L’artwork è a cura di Zebra.

Bodah traccia per traccia

Si parte con il passo pesante: quello di Gennaio, mese e canzone senza molto sole ma con sonorità inquietanti a prendere possesso della scena. Arriva anche il cantato, benché utilizzato in modo strumentale, a fare da spartiacque tra l’avvio moderato del brano e una crescita rumorosa e intensa.

Un po’ più tranquilla e ironica Alligatore d’agosto, che racconta e si plasma sulle note della chitarra, con voce plurale e un certo gioco di echi e di riverberi.

Si procede con Filastrocca per una strega, che si riveste di stoner alzando volumi e abbassando i ritmi, in una sorta di andirivieni ipnotico ed elettrico. Mostri e incubi si materializzano in un pezzo che sa di angoscia notturna.

Pazuzu parte con cautela, sui sentieri della psichedelia, che cresce piuttosto in fretta come un sentimento dirompente. Fischio morriconiano ad aprire Nel giorno del Sabba, che torna a temi stregoneschi con un andamento contenuto ma anche con chitarre piuttosto ruggenti.

L’ep termina con Nessun incubo per il sole, lunga title track di quasi dieci minuti capace di crescere a partire da alcuni semplici accordi di chitarra, per poi riempire le casse di suoni forti e potenti.

Progetto interessante, quello dei Bodah, che marchiano a fuoco un esordio già piuttosto complesso e strutturato. Influenze stoner, folk, psichedeliche si stratificano in sei pezzi molto liberi nella composizione. Rimane la curiosità di vedere quali altre strade possibili prenderà il progetto in futuro.

Genere musicale: folk, stoner

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