In breve: cinque nuove recensioni per te

TRAKS torna a proporti cinque recensioni in breve per allietarti la giornata e farti scoprire cinque proposte notevoli. Se no puoi sempre appassionarti alle polemiche sui social di Benji e Fede. Sono scelte che non rispettiamo, ma sono scelte.

Son, “Son”

Si chiamano Son e suonano un robusto punk/emo nelle cinque tracce che caratterizzano il loro ep senza titolo. La band esiste dal 2014, ha attraversato qualche cambiamento e ora arriva con le mani piene di elettricità, distribuita spesso però con giudizio. Nonostante le radici punk/hc il trio si trova a offrire anche pezzi come Shinai, in apertura di ep, che propongono qualche divagazione quasi progressive. Anche Just a Little Victory conferma l’attitudine della band verso le divagazioni, la perdita del filo e il ricongiungimento su piani diversi. Il sound si mantiene sempre duro e spesso sporco, per un ep di ottima energia e piuttosto convincente.

Kappasaur, “Fake303”

kappasaurSi chiama Fake303 il secondo lavoro per Noisybeat del bolognese Kappasaur. L’ep è composto da quattro tracce bass/dubstep/elettroniche inedite e da quattro remix. I remix sono stati affidati a vari personaggi che girano intorno all’underground bolognese: Bakra, Lizard, Shango e Wormhole, trasformando le tracce rispettivamente in bass-house, breakbeat, grime e deep-house. Venendo alla parte non remixata, Kappasaur mette in evdenza le proprie propensioni a un’elettronica non minimalista, anzi che non si vergogna della propria invadenza. Interazioni con house e dance percorrono pezzi come Grimeland, lasciando tracce pesanti sul tessuto del disco. Spazi maggiori per la ritmica si mostrano in Modulo, mentre Zerosedici tenta strade più eteree. Disco interessante e di buon livello.

Plastic Penguin, “Bamboo Groove ep”

Bamboo Groove ep è il nuovo lavoro di Luigi Ferrara, che con il suo progetto Plastic Penguin è attivo dal 2000. Questo ep comprende tre tracce, registrate tutte nella notte tra il 10 e 11 giugno. Il compositore vesuviano ha utilizzato come sorgente sonora sintetizzatori analogici e field recordings “catturati” in Giappone tra Tokyo e Kyoto e rielaborati secondo le dinamiche della granular synthesis. Il suono dei tre brani è molto omogeneo e meno “zen” di quanto il titolo potrebbe far supporre. Anzi le tracce non disdegnano qualche idea che unta verso il noise, e una buona propensione alla sperimentazione.

Sir Rick Bowman, “A Quiet Life”

sir-rick-bowman-_-coverLa band toscana Sir Rick Bowman nasce nel 2008, quando l’allora nucleo originale (chitarra – basso – batteria) inizia a comporre brani che rimbalzano tra i decenni. Dopo alcuni ep e diverse esperienze live, la band pubblica nel 2013 il primo disco autoprodotto Shades Of The Queue. Oggi la band torna con un nuovo batterista e pubblica A Quiet Life. Nelle canzoni della band emergono forti le influenze del rock britannico, del britpop, dello shoegaze, a partire dal brano d’apertura Otis. Si procede anche attraverso pezzi molto moderati e influenzati dal blues, come His Man. Si oscilla tra pop e rock in pezzi come la title track o 1937, con qualche scelta sonora che porta di tanto in tanto in direzione psichedelica. Nel complesso un buon disco, anche se qui e là forse un po’ troppo “gentile”: qualche passaggio energico in più avrebbe sicuramente giovato.

Ru Fus, “In Fabula”

copertina-okSi chiama In Fabula, con pregevole gioco di parole, il terzo disco dei Ru Fus, collettivo noise stoner con riferimenti al sound grunge. Come per esempio nella dura e decisa Around my Brain, che apre il disco con notevole impatto del drumming. A dire il vero la batteria ha un impatto deciso su tutte le tracce, esercitandosi su ritmi sempre molto elevati. Pezzi come Chemical Shower si accomodano in territori più vicini al metal. Un pezzo come Remember Grace spiazza un po’ perché abbassa gli scudi e si porta vicino a un rock molto più soft. Con Oblivion viene quasi da scomodare i Nirvana più obliqui, senza ovviamente voler fare paragoni. Il disco qui e là suona un po’ artigianale e imperfetto, ma le idee della band sono buone e il livello di forza delle canzoni rimane spesso piuttosto alto.