Bruno Belissimo, “Tucker”: recensione e streaming

Tucker è il nuovo, concept, album di Bruno Belissimo, fatto di nove tracce e nove illustrazioni, per raccontare il roboante mondo di Tucker attraverso sketch pungenti, vocals accattivanti e groove incalzanti.

Fedele sacerdote della Italo Disco, nel nuovo album Bruno Belissimo si diverte a spaziare tra generi diversi come la Disco Boogie, il Pop, l’Elettronica e l’Acid House, creando scenari sonori per i vari aspetti della vita di Tucker e allo stesso tempo immortalando la propria identità musicale. 

"Tucker è l’uomo verso il quale provo un nobile fastidio ma anche un sincero interesse. Ho cercato di sfogare questo sentimento in nove tracce che indagano il lato più nascosto del suo essere, per delinearne i cliché.” Bruno Belissimo

Bruno Belissimo traccia per traccia

E' piuttosto contundente l'incipit del disco, che parte proprio con Tucker, la title track, presto colorata di squarci elettronici. Poi si parte di groove e di disco senza grossi freni di sorta, immergendosi in un'atmosfera potentemente vintage.

Ecco quindi Gourmet, che se la balla fin dall'inizio, con la linea di basso che si snoda fluida, qualche recitato inserito fra le barre, un'atmosfera rilassata ma movimentata.

Titolo dannunziano per Il Piacere, cantata in italiano e un po' più oscura e inquieta dei brani precedenti.

Più colorata e quasi floreale, ecco Italo Oh Yeah, vintage e celebrativa la sua parte, con una processione sonora allegra e vivace.

Retrogusti funk quelli di Orfeo, che segna la metà del disco con un battito regolare e un mood piuttosto claustrofobico.

Ma si torna a umori e velocità più spinte subito, con Mi dica stronzo (acid), che acidella lo è, a prescindere da quello che dice. La deriva dance arriva, convinta e intensa, quasi inevitabile.

Passo più contenuto quello di Telelaser, dialogo fra tastiere e campionatori, meditativo più che incalzante.

Si viaggia verso il finale con Discoteca Lampo 2020, che ha un beat accelerato e molte sensazioni vintage da spargere nel percorso.

Ecco poi I'm not that guy che funge da congedo, con un po' di aria di festa tropicale ma anche percussioni tribali che tengono la tensione alta.

Disco piuttosto vario e conferma del talento compositivo di Bruno Belissimo, Tucker mette in bella mostra le abilità e le sonorità che il producer abita con disinvoltura. Un album divertente ma con una palette di umori anche più varia che in passato, utile a raccontare oltre che a intrattenere.

Genere: elettronica, funk

Se ti piace Bruno Belissimo assaggia anche: NODe

Pagina Facebook

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi