Deniàn, “Nel giardino degli assenti”: recensione e streaming

Nel giardino degli assenti è il nome del primo album della band toscana Deniàn, in uscita con l’etichetta Tana del Rascal Records. Deniàn è un gruppo di amici diventati tali grazie alla musica stessa, che si incontrano dopo un lungo viaggio, percorsi in solitudine o con le compagnie più disparate, ma che alla fine si ritrovano sulla stessa isola. L’album Nel giardino degli assenti parla di rinascita, di introspezione e di percorsi, esperienze vissute o immaginate, che lasciano il segno.

Deniàn traccia per traccia

L’apertura è affidata a Bella libertà, canzone che ha dinamiche da folk rock, un po’ ammorbidite da archi e voce. Dubbi di fondo e atmosfere meditative quelle di Cosa è giusto o no, che racconta i sogni raccolti in un bar.

Tocca al violino aprire, con un tocco di folk, Nell’estate dei se, che poi scivola verso il blues. Atmosfere morbide e acustiche quelle che propone Sabbia e lacrime, placidamente dominata dalla voce, che parla di rinascita e di corse controvento.

Il treno corre su binari paralleli al jazz, con un brano dinamico e pieno di spirito. Molto più soft quello che propone Terapia ingannevole, mentre si parla di maschere, giudizi e pietre che rotolano.

Molto movimentata La canzone che mi salverà, almeno a momenti, che si alternano ad altre fasi più calme. Tranquilli di domenica si muove sinuosa su armonie acustiche.

La chiusura è mossa, con Solamente un anno fa, che raccoglie qualche immagine e qualche dissonanza testuale per quella che risulta essere una dichiarazione di indipendenza e libertà.

Pur non risultando particolarmente innovativo, il percorso di scrittura dei Deniàn è convincente e di buona qualità, con canzoni ricche di idee e spunti interessanti.

Genere: canzone d’autore

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