Dr. Snaut, “Me ne rendo perfettamente conto”: recensione e streaming

Me ne rendo perfettamente conto (Loudnessy Sonic Dream / Manza Nera) è il primo album dei Dr. Snaut, un trio toscano, composto da Federico Luti alla batteria, Tommaso Barbieri al basso e Federico Morellato alla chitarra. Sono gli ex componenti delle band Metzengerstein, Supra Deen e Hopes Are Burning, che si sono uniti con il desiderio di esplorare una libertà assoluta di generi musicali.

La loro musica si posiziona, infatti, nel math rock con fortissime influenze emo jazz, post rock e sfumature classiche e dark wave. Queste ultime conferiscono un’atmosfera da colonna sonora da film di spionaggio anni ‘70.

La band Dr. Snaut deve il proprio nome all’omonimo personaggio del romanzo di fantascienza di Stanislaw Lem, Solaris. Di quest’opera conserva il piglio surreale in grado di materializzare sonoricamente il subconscio.

Dieci tracce brillanti, raffinate e autoironiche, alla stregua delle migliori band quali gli Elephant Gym, i Don Caballero e i Piglet.

Dr.Snaut traccia per traccia

Lanciafiamme ha una sfumatura punk rock e una chitarra “chiacchierona” che ci accompagna con una melodia riconoscibile per tutto il brano, anche nella variazione in coda, dove c’è più spazio per l’improvvisazione.

Con Stanza con Precipizio siamo in pieno emo jazz. Una progressione armonica in ascesa e improvvisi scatti in levare solo nella batteria ci tengono in continua tensione al cambiamento. C’è un’alternanza di stanze musicali, come se fossero delle stanze reali con pareti mobili. In bilico, nell’illusione acustica della famosa scala Shepard o in un quadro di Escher.

Passiflora Dream ha un rullante preciso e un tema di chitarra, che ricorda un’atmosfera suspense da film di spionaggio, virano groove inavvertitamente con un effetto wah wah funkeggiante. L’affastellarsi degli effetti amalgama il tutto e dà più corposità all’organico.
Les vieux bâtardes ha un ritmo samba e lunghi glissandi quasi esotici, accompagnati da un tremolo, tramano un tessuto armonico e ritmico fitto di variazioni. Il genere ricorda il rock di Mark Knopfler, in versione math rock.

Zauberflöte, ossia il flauto magico, ha un costante ritmo sincopato che dà l’idea del cammino. I tre strumenti, basso, chitarra e batteria, divergono e si intrecciano in stile contrappuntistico, dando vita ad una poliritmia cangiante su uno stesso tema melodico reiterato.

Zainetto Metafisico a tratti un mood lofi conferito dall’effettistica. Un pattern ritmico e melodico, che richiama la samba, addolciscono il mood. Ma come sempre improvvisamente, i bmp aumentano sempre più e il vibrato, unito all’effetto wah wah, hanno del surreale e ironico allo stesso tempo. Si aggiungono e alternano, poi, upbeat e trillo di chitarra, creando accostamenti che mettono piacevolmente a soqquadro ogni tentativo di comprensione del reale.

Mozzarella Isterica è caratterizzata da una distensione e morbidezza che gradualmente lascia il passo a impulsi iterattivi, prima nel drumming, poi in note puntellate e ben spazializzate.

El Verdugo dopo l’introduzione del riff minaccioso del basso, arriva una melodia acuta di chitarra che ha una certa regolarità tematica. Tensione post rock e distensione lounge si alternano continuamente. Sincopi e cambi di tempo improvvisi, un groove di batteria incalzante, quindi il ritorno del basso come un calabrone, per poi concludere con un rallentando esausto.

Assembramenti in sacrestia organico dispersivo, quasi fosse uno scioglimento di persone che poi si assembrano alla fine del fraseggio, che presenta inaspettate cadenze prevedibili, quasi pop.

Con Omodonore entriamo nel jazz/swing tipico degli anni ‘50, una colonna sonora cinematografica perfetta. Forse è la traccia più mutevole di tutte. Quando raggiunge l’apice si trasforma in un rock dal ritmo serrato tra il tango e la bossa nova, conservando l’atmosfera gangster che, però, assume una venatura sottilmente ironica, data dal tremolo della chitarra.

I Dr. Snaut sono un trio che sembra un’orchestra: suoni contrappunti e indipendenti che si fondono sinergicamente in una realtà musicale camaleontica e multidimensionale. L’estrema complessità compositiva e ritmica, eseguita magistralmente al millisecondo, ci appare di una naturalezza e semplicità tali da rendere godibile appieno la fruizione.

Genere musicale: math rock, emo jazz

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