Esma, “Ep ending”: la recensione

Esma pubblica Ep ending, quattro canzoni pop dalle caratteristiche cantautorali. Nel 2011 partecipa e vince l’Arezzo Wave Festival come miglior progetto musicale, nello stesso anno il Premio “Carish” di Sarzana come miglior cantautore. A dicembre 2012 il brano “Come una stella” viene trasmesso in rotazione dal programma MTV New Generation.

Apre i concerti di Negramaro, Tre allegri Ragazzi Morti, Afterhours, Francesco De Gregori, Verdena, Le Luci della Centrale Elettrica. Nel 2014 pubblica il mio primo album Rivoluzione al sole ottenendo buoni riscontri dalla critica e dai magazine e dal quale vengono estratti cinque video ufficiali.

All’inizio del 2015 inizia un lungo viaggio, partendo con un biglietto di sola andata per viaggiare e crescere come artista. Fa tappa in Australia, Asia e in molte città europee vivendo di busking e vendendo per strada più di 2000 dischi in tre anni. Un’esperienza che gli cambia la vita.

Esma traccia per traccia

Si parte sul morbido: il primo brano dell’ep è Tempesta, che è tempestoso soltanto per quanto riguarda il titolo, parla di rimorsi e ricordi, si conforma a ballad notturna e piovosa.

Molto più ritmata e baldanzosa Centro commerciale, colorata e sbarazzina, che gioca in modo intenzionale con la superficialità contenutistica e di sonorità.

Si torna ad atmosfere più malinconiche con I registi sotto la pioggia, che parla di solitudine e di porte aperte.

L’alternanza triste/allegro prosegue con la movimentata e ritmata Déja Vu, che ha spunti quasi dance e che pare piuttosto estiva.

Esma consegna quattro canzoni piuttosto sincere, dirette, spesso senza fronzoli ma non per questo meno ricche di contenuti da cantautore.

Genere: cantautore pop

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