ETT, “Kitsune”: recensione e streaming

Kitsune è il nuovo ep di ETT, disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme streaming, per Island Records. Il nuovo capitolo dell’esplorazione artistica di ETT prende vita con Kitsune: come l’iconica volpe della cultura orientale, capace di trasformarsi in donna e di manifestare forze sovrannaturali, anche i sei brani del nuovo ep cambiano forma e crescono gradualmente durante l’ascolto.

Le pacifiche armonie dell’opening track ci accompagnano all’inizio del nostro viaggio tra picchi di hyper pop e nostalgiche sonorità acustiche, in un incontro tra luce e buio, tra modernità e tradizione. 

ETT traccia per traccia

Si incomincia sulle tracce della delicatezza con la breve Cobalto, insieme a dNoise, introduzione un po’ favolistica e molto dreamy.

Terreni un po’ più concreti, soprattutto a livello di ritmi, quelli su cui si muove Kitsune, la title track, sempre cantata su note alte e orientaleggiante nei modi, con riferimenti hyperpop piuttosto evidenti.

Con Sparks si entra quasi nel reame dei suoni inudibili, tanto ci si muove in terreni borderline. Interessante il dialogo fra alti e bassi, in un brano dalle dinamiche mutevoli e sempre in movimento.

Mostri troppo grandi popolano il Giardino segreto, nel quale prendono forma fantasmi sonori e altri spettri. Già molto ascoltata, Pugni dello stomaco ha un passo e delle modalità un po’ meno eteree, pur viaggiando sempre alta sul pentagramma. Si chiude con Il tempo non passava mai, che ragiona sul passato con evidenti nostalgie.

Con un’esperienza già ricca alle spalle (nel 2012 era a X Factor, per dire), ETT si incammina su sentieri diversi e trova una strada molto contemporanea per esprimere le proprie idee e le proprie passioni. Il risultato è di ottimo livello, godibile e ben prodott.

Genere musicale: hyperpop, synth pop

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